Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

giovedì 10 ottobre 2013

Compagni di viaggio.


Qualche rempo fa al ritorno da un mio viaggio in Finlandia attendevo che dessero l’autorizzazione di scendere dal traghetto ed ero appoggiato alla mia macchina.
Una signora svedese di bell’aspetto, sui sesant’anni, mi si avvicina e mi dice: “L’ultima volta abbiamo aspettato due ore”.
“Davvero? Così tanto?” chiedo io.
“Eh si” risponde lei.
“Ma lei va spesso in Finlandia?” domando incuriosito.
“Almeno due volte al mese” risponde lei sorridendo. “Ho il fidanzato la e i figli qua“
“Bellissimo” esclamo io, e così mi ritrovo immerso nei suoi racconti, tra drammi di un matrimonio senza amore e la gioia ritrovata.
Il suo volto era pieno di luce e di gioia. Due anni fa, un suo cliente finlandese, gli presenta un amico di sua moglie entrambi hanno frequentato economia ad Helsingförs (Helsinki per chi non mastica lo svedese). Si scambiano i numeri di telefono e poi per caso si incontrano in un supermercato. Mi mostra la foto, non mi sembra un gran che,“Classica bellezza finnica”,rispondo io, lei capisce che non sono sincero e con un sorriso a 32_denti mi risponde: “ per me è molto affascinante.”
Lei, sposata con tre figli, tre anni fa è stata lasciata dal marito e lei mi dice: “Per tanti anni l’ho sopportato, prima l’amavo tantissimo, ma poi la sua freddezza glaciale mi ha fatto passare ogni poesia. Quando era all’estero mi faceva mandare dalla sua amica del cuore un mazzo di rose rosse tutte le domeniche. Appena poteva mi portava in viaggio da qualche parte ma io non apprezzavo più niente” e poi sorridendo dice: “Un giorno è venuto da me e mi ha chiesto il divorzio. Da li sono rinata”. “Tante avventure all`estero e poi ho incontrato Pekka (non è una parolaccia è in nome del finnico) e la mia vita è meravigliosa“ "Ancora un anno e poi ci sposeremo", mi confessa che avevano anche pianificato di avere due bambini,(ma sembra che il suo orologio biologico ci si è messo di mezzo).
Fra qualche mese lui verrà in Svezia e inizierà a lavorare per lei (la signora gestisce un famoso negozio d`abbigliamento nel centro di Stoccolma) .
Ora Pekka è in Finlandia a casa sua, mi dice con un sospiro.

Sono affascinato da questo racconto. All’improvviso squilla il suo telefono. E’ Pekka che è triste perchè lei è lontana. “La vera Felicità è addormentarmi la sera abbracciata a Pekka“. “Se forse all’inizio ho dubitato che potesse essere una situazione di comodo, adesso ho la certezza che è davvero innamorato. Me lo dimostra in ogni istante“
Intanto ci danno il permesso di scendere dal traghetto, prima di salire in macchina le stringo la mano, e guasi gridando le dico: “La ringrazio per la bellissima storia che mi ha raccontato“ lei mi sorride mentre sparisce nella sua macchina.

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Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.