Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

martedì 15 ottobre 2013

Per fortuna esiste Ikea!


Per fortuna esiste Ikea! Tanto sottovalutata, disprezzata, derisa ma, alla fine, punto di riferimento di millioni di bisognosi inquilini di appartamenti e villette che si rivolgono a Lei fiduciosi nella disperata ricerca di mobili e complementi d'arredo dalla dubbia ed incalcolabile durata ma dal sicuro costo contenuto. E poi vuoi mettere la soddisfazione di aver speso dieci giorni della tua vita a bestemmiare in tutte le lingue che conosci (antico babilonese incluso) completamente sommerso da viti, cacciaviti a stella, trucioli, brugole di ogni foggia e dimensione, papiri di chilometriche istruzioni ma di esser riuscito in qualche modo ad assurgere al divin ruolo di carpentiere-falegname-capocantiere di successo creando praticamente dal nulla, o quasi, con la sola forza delle tue mani, novello Mastro Geppetto, il mastodontico armadio a 15 ante che tanto sognavi? Per non parlare della capacità che solo ciò che fuoriesce dall'Ikea ha di stimolare la creatività e riportarti a quella dimensione di "uomo primitivo" che deve risolvere mille problemi usando solo l'ingegno ed i pochi, rudimentali strumenti messi a sua disposizione.

Si spacca l'unica brugolina spessa un micron che danno in dotazione per avvitare qualcosa come 230 viti lunghe come un dente di tricheco...che fare? Come rimediare? E che dire delle viti? Sempre rigorosamente contate, mai una in più per le emergenze casomai durante i dieci giorni di lavoro una finisse malauguratamente persa o il gatto la facesse sparire chissà dove. Ed è lì che millenni di nobile arte italiana dell'arrangiarsi accumulatisi nei secoli a nostra insaputa nei meandri più reconditi dell'umano DNA si fanno largo a spallate per riemergere in tutta la loro potenza e consentirci di portare a termine l'impresa costruttiva nella quale ci siamo imbarcati, quasi senza speranza, nel momento stesso in cui, pieni di grandi aspettative e fiducia, abbiamo varcato la soglia gialla e blu con l'immensa scritta "Entrata" di Ikea. Tu che fino a quel giorno non avevi mai montato neppure una delle sorpresine dell'ovetto Kinder ti ritrovi a maneggiare colle mai viste a presa ultrarapida, piallatrici, incudini e magli roventi... il tutto perchè degli inresponsabili (svedesi...) non hanno pensato di metterti a disposizione una vitina in più.

Ah l'Ikea....se non ci fosse bisognerebbe inventarla! E' troppo stimolante!
Se il tuo rapporto di coppia sopravvive al montaggio di un mobile Ikea ne uscirà decisamente più solido di prima perchè le probabilità di divorzio durante l'assemblaggio di queste complicatissime poltrone ed infernali tavolini sono altissime! (più il mobile è difficile più la percentuale di rischio divorzio cresce in modo esponenziale). Ed è così che le stesse famiglie che si rivolgono a Lei per arredare il loro nido d'amore potrebbero essere distrutte dallo tsunami di stress e dalla pressione psicologica che il montaggio di un mobile Ikea immancabilmente procura.
Qualche anno fa ricordo aiutai una mia amica a montare due poltroncine bianche deliziose, tipo modernariato dei poveri, per una stanza un pò nascosta che secondo lei aveva bisogno di un rinnovo nel look... non l'avessi mai fatto. Per tre ore io e quella che oggi - a questo punto direi miracolosamente - è ANCORA amica mia ci siamo praticamente insultati a raffica come mai nella vita, roba da nervi a fior di pelle e desiderio neppure così celato di colpirci vicendevolmente e ripetutamente dritti alle giugulari con i cacciaviti a stella tanto eravamo tesi e spossati per colpa di quelle due poltroncine del menga che poi, per la gioia di tutti, si sono rotte praticamente la seconda volta che qualcuno ci si è seduto sopra.

Oggi (ieri), dopo mesi che mancavo dal super-store IKEA Kungens Kurva (quella vicino casa mia), ho azzardato un pò più del solito forse spinto da un eccessivo entusiasmo e mi sono lanciato nell'acquisto di 2 sedie per la cucina dal momento che quelle storiche hanno ormai tirato le quoia cedendo sotto il mio peso. Seduta e schienale invece di esser un blocco unico erano separati e questo mi ha creato non poche difficoltà una volta arrivato a casa ma, lavorando su ogni sedia separatamente e non commettendo l'errore dell`altra volta, quello di voler montare il tutto in coppia con un lavoro di squadra (per fortuna ero solo…), sono riuscito a venirne fuori anche con una certa maestria. Soltanto una vite non c'è stato verso di infilarla nella sede a lei adibita per malformazione congenita della stessa. E sono ahimè conscio del fatto che questa sarà la causa del prematuro sfasciamento di una di queste sedie ma, per il momento, cerco di non pensarci e di godermi le mie seggioline nuove... finchè dura.
källa: My name is Ingrid (di loggiu2)

Per non farmi mancare niente mi sono anche sparato due korv (hot-dog) ciccionissimi con tanto di fiumi di senape e ketchup per la modica cifra di 5 korone l'uno che sono serviti a rendere più sopportabile la snervante attesa nella lunghissima fila che mi separava dalla cassa...
sarà, ma forse sono di compensato anche loro. 

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.