Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

lunedì 20 gennaio 2014

La doppia morale svedese.


Questa volta a finire sotto accusa sono le gommose alla liquirizia ispirate all’arte primitiva africana e precolombiana: La notizia data ieri dal sito svedese Nyheter24, dà un’idea di dove possa arrivare l’ipocrisia, se si dimentica che durante la guerra, mentre i norvegesi si scannavano per resistere ai tedeschi, gli svedesi restavano neutrali e producevano a tutto regime armi e munizioni per il loro caro Hitler.

Mentre le innocenti caramelline di liquerizia a forma di maschera africana prodotte dalla tedesca Haribo ritenute pericolosissime verranno tolte dal mercato svedese: lo ha deciso la stessa notissima azienda produttrice di dolciumi dopo la valanga di accuse di razzismo da parte dei consumatori svedesi, particolarmente sensibili al «politicamente corretto»

Infatti in Svezia ”siamo abituati” a polemiche di questo genere: in novembre i grandi magazzini Ahlens avevano ritirato un catalogo che ritraeva manichini dalla pelle scura e labbra rosa, e nel 2012 il giornale Aftonbladet aveva scritto che un decimo delle biblioteche comunali svedesi non volevano avere nei loro magazzini i libri con le vignette di «Tintin in Congo», molto criticate "dai puritani" del regno

Indimenticabile, per le immagini che fecero il giro del web, l`incidente occorso nel 2012 alla ministra della cultura Lena Adelsohn Liljeroth durante una mostra contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili: una torta raffigurante una caricatura di una donna nera (come se ne facevano negli anni Trenta), di cui la ministra aveva disinvoltamente tagliato una fetta di genitali. Episodio che aveva gettato nello scandalo l’intera Svezia, senza contare le dimissioni in seno alla destra per gaffe ritenute d’impronta razzista. 

Senza contare, a un livello diverso, lo scandalo che ha portato sulla graticola uno dei suoi esponenti economici più potenti del Paese: quell’Ingvar Kamprad, fondatore dell’Ikea, che fu militante filonazista in gioventù e che è stato accusato a più riprese di perduranti simpatie di estrema destra.


A noi umili sudditi del regno non ci resta che farcene una ragione. Cercando di sopravvivere anche senza le innocenti caramelline (per altro sul mercato da diverso tempo…) con la sola colpa di avere la forma di maschere africane, volti asiatici e quella di nativi americani.
FoF


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.