Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 23 febbraio 2014

La Domenica.

E' il giorno più difficile della settimana.

Considerare tutti i pranzi con i genitori di lei/lui che ci si risparmia e compiacersi di essere single.

Statisticamente è il giorno in cui si viene assaliti da febbri, tossi, raffreddori, coliti e altre somatizzazioni che raramente si protraggono oltre l'alba del lunedì.

Mai affrontarla senza una congrua scorta di serial tv. Conseguentemente deprecare l’abitudine dei network americani di sospendere la vostra serie preferita ogni stagione per qualche mese, obbligandovi a non guardare le puntate che avete già scaricato, perché quando si comincia bisogna poter andare in fondo.

Trascorrerla stravaccati sul divano, prevalentemente per poterlo raccontare ai colleghi sposati il lunedì mattina in ufficio e godersi il balenio di invidia nei loro occhi.

Aborrire i forum web sui single. Detestare tanto quelli che si deprimono perché sono da soli, quanto quelli che proclamano che non c’è nulla che un single non possa fare la domenica, neppure guidare un tandem. Non avere ancora deciso quale dei due detestare di più.

Trascorrere una parte considerevole della mattina a fare le pulizie domestiche. Raccontarsi che è perché in una casa pulita ci si sente meglio, ma in fondo sapere che è perché aiuta a riempire un paio d’ore.

Considerare con un lieve senso di colpa le lenzuola stantie, quindi decidere che non muore nessuno se non le cambiate, in fondo non fate mica il minatore.

Se uomini, rammaricarsi di non poter occupare un paio d’ore a farsi la ceretta alle gambe.

La domenica è già dura di suo, ma ciò che la rende davvero impervia è il brunch, in cui, senza alcuna ragione comprensibile, si finisce per mescolare stocasticamente spremute d’arancia, salmoni affumicati, caffè solubili e gulasch. Deplorare. Valutare se far seguire pippone sulla sudditanza culturale nei confronti del mondo anglosassone.

Una volta almeno si andava a comprare il giornale e si tirava tardi a colazione leggendo le pagine culturali, oggi con l’iPad il rito ha meno charme. Deplorare e valutare se sproloquiare sulla perdita dell'aura.

Individuare un supermercato di qualità in una zona centrale, recarvisi a fare la spesa tra le 13 e le 14 e scambiare sguardi colmi di complicità con altri esseri umani che condividono la medesima condizione dandistico-derelitta.

Suprema voluttà pomeridiana di chi non ama il calcio, è scegliere il proprio film preferito – che non si potrebbe legittimamente imporre ancora a nessun/a partner – quindi addormentarsi sul divano entro il decimo minuto e risvegliarsi ai titoli di coda.

Evitare di passare in rassegna tutti gli amici che non si possono vedere giacché accoppiati, poiché è attività altamente frustrante, superata solo dal passare in rassegna tutte le amiche single che non si vogliono vedere.

Constatare con amarezza che Sky Cinema non è di alcun aiuto. Convenirne.

E' scientificamente dimostrato che le tutone flanellate deprimono le funzioni psichiche superiori: anche se non vi vede nessuno, vi vedete voi.

Amare il pranzo in una trattoria fuori porta ed essere particolarmente affettuosi con i figli piccoli dei vostri amici, forti della consapevolezza che fra tre ore torneranno a sbombarseli i legittimi genitori.

Evitare "A perfect day" di Lou Reed se non si è veramente saldi di nervi.
 (källa: foglioquotidiano)

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Sono andato, tornato, ripartito.

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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.