Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

lunedì 17 marzo 2014

La mediocrità comoda. (e legge di Jante.)

Il dio Apollo segue la ninfa Dafne nel bosco. È innamorato di lei, ma Dafne – sempre corteggiata da tutti – non sopporta più il proprio splendore, e chiede aiuto agli dèi, dicendo: «Distruggete questa bellezza che non mi lascia mai tranquilla».
Gli dèi ascoltano la preghiera di Dafne e la trasformano in una pianta: l’alloro. Apollo non riesce più a trovarla, giacché adesso lei è solo una parte della vegetazione. Dafne ha agito in un modo che tutti noi conosciamo bene: spesse volte uccidiamo i nostri talenti, perché non sappiamo cosa farne.
È più comoda la mediocrità: essere soltanto «uno in più», invece di lottare per mostrare tutto ciò che siamo capaci di fare con i doni che Dio ci ha dato.

dal blog di Paulo Coelho.

LA LEGGE DI JANTE.
E’ molto difficile trovare in qualsiasi dei paesi scandinavi qualcuno che non conosca questa legge. Sebbene la legge esista fin dall’inizio della civiltà, fu dichiarata ufficialmente nel 1933 dallo scrittore Aksel Sandemose nel racconto “Un profugo va oltre i limiti”.
La triste verità è che la Legge di Jante è una regola applicata in ogni nazione del mondo, nonostante il fatto che i brasiliani dicano che “solo accade qui”, e il francese sostenga che “sfortunatamente, così è nel nostro paese”. Ora, il lettore deve essere annoiato perché lui/lei ha letto due paragrafi e non sa ancora cosa la Legge di Jante riguarda, quindi cercherò di spiegarlo qui brevemente con mie parole:
“Tu non vali niente, nessuno è interessato a cosa pensi, mediocrità e anonimato sono la tua migliore scommessa. Se tu agisci in questo modo, non avrai mai grandi problemi nella vita”.
Ecco qui la Legge di Jante completa !:
  1.     Non devi credere di essere qualcosa.
  2.     Non devi credere di valere quanto noi.
  3.     Non devi credere di essere più intelligente di noi.
  4.     Non devi immaginarti di essere migliore di noi.
  5.     Non devi credere di saperne più di noi.
  6.     Non devi credere di essere più di noi.
  7.     Non devi credere di essere capace di qualcosa.
  8.     Non devi ridere di noi.
  9.     Non devi credere che a qualcuno importi di te.
  10.     Non devi credere di poterci insegnare qualcosa.
  11. (poi c'e' un' 11.ma regola: "non credere che non sappiamo un paio di cose su di te...")
La Legge di Jante si concentra sul sentimento di “potenza”. E questa legge è responsabile della manipolazione del mondo in tutte le maniere possibili da persone che non hanno paura di cosa gli altri dicano che finiscono col praticare tutte le malvagità che desiderano. Noi vediamo un enorme abisso tra gli stati ricchi e quelli poveri del mondo, ingiustizia sociale a tutte le latitudini, violenza sfrenata, persone costrette a rinunciare ai loro sogni a causa di ingiustizie e attacchi codardi. La mediocrità può essere comoda, fino al giorno in cui la tragedia bussa alla porta e le persone cominciano a domandarsi: “Ma perché nessuno mi ha detto niente, se tutti potevano vedere che ciò stava accadendo?”
Semplice: nessuno ha detto niente perché anche tu non hai detto niente.
Così, per evitare che le cose peggiorino, forse è il momento giusto per scrivere la anti-Legge di Jante:
“Tu vali molto più di quel che pensi. Il tuo lavoro e la tua presenza su questa terra sono importanti, anche se non pensi ciò. Certo, pensando in questo modo, potresti avere molti problemi perché stai infrangendo la Legge di Jante, ma non sentirti intimidito da ciò, continua a vivere senza paura ed infine vincerai”.
La legge di Jante viene oggi associata a qualsiasi società o comunità di persone che sia chiusa, presuntuosa, diffidente dell’esterno e di mentalità ristretta. Jante è il nome dato da Sandemose a un piccolo villaggio danese, ispirato a Nykøbing Mors, il suo paese natale.
(diverse källor)


 


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.