Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

giovedì 19 giugno 2014

La signora delle nevi e "La leggenda del sesto uomo"


La signora delle nevi si chiama Monica Kristensen, ed nata a Torsby in Svezia,. Laureata in Fisica, glaciologa, dopo aver passato due anni a osservare le aurore boreali sulle Isole Svalbard, ha iniziato la carriera di esploratrice polare che l´ha resa famosa in tutto il mondo e che l´ha portata a prendere parte a numerose spedizioni in Artico e Antartico (tra le quali una, molto famosa, sulle tracce dell´esploratore norvegese Roald Amundsen), grazie alle quali, nel 1989, ha ricevuto dalla Royal Geographic Society la prestigiosa medaglia d´oro per l´eccezionale contributo dato alle scoperte scientifiche in Antartide. Nel 1991-1992 ha fondato la stazione di ricerca Blåenga nella Terra di Coats nell´Antartide occidentale, prima parte del programma Aurora, progetto di ricerca sul clima.
Monica Kristensen, ha debuttato come scrittrice nel 2007, inaugurando una serie di romanzi gialli ambientati alle Isole Svalbard nel mar glaciale Artico. Nonno Franco per combattere il sol leone, quest`anno in spiaggia, vi consiglia di leggere l`ultimo suo romanzo tradotto in Italiano “La leggenda del sesto uomo” ambientato propio nelle isole Svalbard. Già il posto dà i brividi di suo: isole Svalbard, mare glaciale Artico
Metteteci anche che siamo d’inverno, nel bel mezzo della lunga notte polare, e la natura se non proprio ostile certo non si può dire sia nemmeno amica. In questo nulla geografico di neve e di buio una bambina sparisce di colpo dall’asilo ed è per niente facile mettersi sulle sue tracce, così come non è impresa da poco reggere il crescendo di tensione di questo noir dalla fine del mondo. “La leggenda del sesto uomo” è firmato appunto dalla giallista-fisica-glaciologa Monica Kristensen e garantisco che mette a dura prova la tenuta nervosa del lettore sin dalle prime battute. Sarà per l’oscurità (climatica, psicologica) che sfrangia di continuo i punti di riferimento, sarà perché ci sono di mezzo orchi (metaforici) e bambini smarriti, ma questo è un romanzo che davvero non perdona: ci finirete dentro fino al collo e il guaio è che non potrete farci niente. La presa della scrittrice è salda, “consolidata” da diverse escursioni ansiogene all’ombra delle vette dell’Adventdal, al punto che romanzo dopo romanzo le isole Svalbard sono una specie di succursale artico-letteraria di Twin Peaks. E’ l’autrice in persona a lasciare aperta la possibilità:

“due tipi di persone vanno alle Swalbard: - sostiene - chi ama l’avventura e la natura estrema o chi ha qualcosa da nascondere e dimenticare”.

Il ghiaccio, il vento, il buio e la geografia sembrano dunque fatti apposta per reggere il gioco e straniare, nascondere, contraffare cose, persone e paesaggi. A Longyearbyen niente è fino in fondo come appare: le mura delle case nascondono segreti, le viscere spalancate della miniera in disuso potrebbero occultare tenebrose verità (e, forse, anche qualche fantasma) e le inquietanti leggende che circolano a mezza voce fra gli abitanti della valle fondarsi su basi veritiere.

Un giallo classico in un contesto insolito: è questa la forza ipnotica de “La leggenda del sesto uomo”, un romanzo che garantisce diversi brividi sulla schiena, anche se poi lo leggerete quest`inverno al calduccio, al riparo rassicurante del fuoco di un camino a casa vostra. Non fatevi illusioni, Monica ha fatto centro e non lascia scampo nemmeno stavolta.


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.