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sabato 7 febbraio 2015

10 COSE CHE FANNO GLI ITALIANI ALL’ESTERO



Cosa fanno gli italiani all`estero questa volta ce lo racconta Sara in modo simpatico ed autoironico come nella migliore tradizione dei suoi blog. Quando viveva a Stoccolma ne curava uno che a me piaceva moltissimo: ”Cuore di Seppia”. Naturalmente io condivido tutti i 10 punti analizzati da Sara. ”Quasi tutti” confesso di non aver mai stirato con il phon e purtroppo non ho mai imparato a stirare nemmeno nel modo tradizionale…!! Ma come dicono gli anziani del villaggio: ”Non è mai troppo tardi”

Buona lettura a tutti . 
A Sara, grazie e un grande CIAO !
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Ho vissuto per un po’ a Stoccolma, poi a New York, prima di far rientro a Roma. Ora, da un anno (eh, sì… sto per festeggiare 1 anno qui) vivo in Scozia, nella bellissima Edimburgo, e di abitudini da “espatriata” ne ho acquisite a garganella. Gli italiani all’estero sono una comunità speciale. Disillusi dalla madre patria, entusiasti delle nuove città che li hanno accolti, colmi di energie incredibili, venute fuori in maniera sorprendente: si sentono forti, invincibili, eppure pieni di paure e con un senso di malinconia fortissimo per le cose cha hanno lasciato, o meglio, che hanno dovuto lasciare.
Magari avrete maturato anche voi queste abitudini da “cervelli in fuga” o da esiliati, a seconda che abbiate consapevolmente e volentieri fatto i bagagli, o che siate stati costretti dalle esigenze della vita a prepararli di corsa. Io mi ci ritrovo abbastanza. Sì, è un anno e non ho ancora il ferro da stiro! Le cose che non porto in lavanderia, le stiro col phon. (E sono sempre impeccabile, eh!). Date un’occhiata e fatemi sapere che ne pensate, se è così per voi, se ne avete altre da suggerire. Insomma: sputate il rospo!

1.CUCINANO LA CARBONARA COL BACON
Scordatevi i supermercati con i banchi dei prodotti freschi. Che siano latticini, affettati o carne, nella maggior parte dei grandi supermercati del nord Europa, vedrete solo scaffali con prodotti già impacchettati. Trovare quelli italiani, poi, una sfida che magari un giorno vinceremo, ma ora no. In fondo siamo in UK, la pancetta ce l’avranno! Quella vera, dico. Spulciato ogni singolo scaffale del
Tesco sotto casa, ma niente. Né Sainsbury sembra averne scorte. Tutti mi chiedono la carbonara, e io non mi tiro indietro, ma cucinarla col bacon e le uova che hanno il rosso più pallido di uno scalatore in ipotermia, non è semplice. Gli spaghetti De Cecco, quelli intercettati e fatta larga scorta! Perché il segreto di una buona pasta, è la pasta. Almeno quella.

2. SI ALZANO COL BUIO ED ESCONO DALL’UFFICIO CHE È GIÀ NOTTE
Quando vivevo in Svezia, tutti mi chiedevano se avevo già avuto qualche strana mania suicida per via del tempo. In realtà ho trascorso a Stoccolma la più bella estate della mia vita, ma questa è un’altra storia. Gli italiani che vivono all’estero, per via di cose, hanno trovato nella maggior parte dei casi un nuovo nido nel nord dell’Europa, in quella parte di mondo ancora trainante e in forze, con un’economia robusta e che non sembra aver dato ancora cenni di crisi. Più del 70% dei connazionali emigrati all’estero l’anno scorso ha scelto il Regno Unito. Ciò vuol dire, per molti dei 4.5 milioni di italiani espatriati, alzarsi quando fuori è ancora buio, e lasciare l’ufficio quando la luce è già andata a farsi un giro. Dal Paese del Sole a quello dei cieli scuri. Licantropi moderni. Auuuuuhh!

3.STIRANO CON IL PHON
Ma ditelo. Siate seri. L’avrete fatto pure voi. Magari vi è capitato. Dai… almeno una volta… Non fatemi sentire in colpa. Gli italiani all’estero sono geni improvvisati. Sanno come sfruttare le poche risorse che hanno e utilizzarle per trarne il massimo vantaggio. Questo per tutte le cose. Magari portano le camicie in tintoria (in Italia sarebbe reato!), ma le magliette, quelle le stirano col phon. Una passata e via, come nuove. Col phon!

4. HANNO LA CARTA FEDELTÀ DEL SUPERMERCATO
 Non la mostreranno mai alla mamma, questo è certo. E non ammetteranno mai di aver sfogliato il catalogo premi, desiderando una pentola in rame o un plaid a quadri scozzese nuovi di zecca (e “for free”). Ma ce l’hanno. Nel portafogli, nella tasca destra della giacca, in fondo alla borsa, c’è una tessera del supermercato a loro nome. Una carta fedeltà, che avranno sottoscritto perché il tizio alla cassa era stato davvero gentile. Ok, magari solo per quello. In ogni caso: ce l’hanno. E se negheranno… ce l’hanno, ce l’hanno.

5. TORNANO SOLO PER BATTESIMI, MATRIMONI, COMPLEANNI DEI NIPOTI
Non so voi, ma più cerco di fare gruzzolo e di organizzare viaggi esotici in qualche parte lontanissima del mondo, più la gente si sposa, fa figli e chiede a me di presenziare. A me, ma chi sono io? Babbo Natale? A parte gli scherzi (devo dirlo per non offendere gli interessati [Ragazzi, sapete che vi adoro {Figuriamoci se avrei mai potuto perdere la vostra interminabile festa}]), è un po’ così per tutti gli italiani all’estero. Le poche volte che si rientra in Italia, si cerca di farle coincidere con ricorrenze speciali, cerimonie e compleanni. Quelle precise occasioni in cui rivedi tutta la famiglia in un colpo e realizzi che, in fondo, vivere all’estero non è poi così malvagio. Anzi.

6.RISPETTANO LA FILA
In Italia si scazzotta alle poste, all’estero si cede il posto alle vecchiette (anche a quelle stronze). Non ho molto da aggiungere. Se non che un bambino sull’autobus si è alzato per far sedere me. Cazzo ho 30 anni. Se sono vecchia, allora voglio essere una di quelle stronzissime!
L’ho pure ringraziato. #maledettame

7. SONO PROFETI IN PATRIA
Quello che si pensa degli italiani all’estero è che hanno trovato fortuna, hanno avuto successo, in poche parole: hanno “fatto i soldi”. E questo li fa d’un colpo: venerabili. Degni di ammirazione, devozione, culto, agli occhi dei nonni, per esempio, ma anche a quelli delle amiche della mamma, della maestra delle elementari, del macellaio sotto casa, che ti indica parlando con i clienti, riferendosi a qualche episodio che ti ha vista interessata nel bel mezzo degli anni ’80, quando ancora pisciavi a letto e di cui ti eri completamente dimenticata, ma che a lui serve come prova inconfutabile per giustificare quella frase, quella famosa frase, che prima o poi vi sentirete appuntare: <<Io la conosco da quando era bambina>>. Appunto. Ora ho 30 anni e i mocciosi mi cedono il posto sull’autobus. 6 cosce di pollo. Finiamola qui.

8. VANNO A LETTO PRESTO
Gli italiani all’estero si stancano prima. Tornano a casa, cenano presto e vanno a letto quando i loro amici in Italia hanno appena iniziato la serata. Non riescono a finire un film per intero: la seconda parte provano a vederla il giorno dopo. Resta ancora un mistero, ma è così: cena alle 19:00 (se non prima), alle 20:00 già sotto il piumone, ore 21:30 è in media il momento in cui sconnettono il server. Non è uno scherzo.

9. PARLANO MALE DELL’ITALIA, MA SE LO FA UNO STRANIERO DIVENTANO PATRIOTTICI

I connazionali che hanno lasciato l’Italia, hanno abbondanato il Paese per un motivo. Ce l’hanno ben in mente tutto il tempo e se ne lamentano spesso con i loro amici inglesi, olandesi, americani, francesi ecc. Sull’autobus, in banca, nei musei, tutto sembra funzionare alla perfezione: “non come in Italia”. Già, ma provate a parlare male dell’Italia con un italiano e vi ritroverete di fronte una belva pronta a farvi a brandelli. Sarà pure un magna-magna, mafia e mandolino, ma è pur sempre il Paese col miglior cibo, più storia e arte (qui entra quasi sempre in gioco la Gioconda) e bellezze naturali del mondo. Provate a smentirli.

10. FACILE? MA ANCHE NO!
Gli italiani all’estero si fanno il cosiddetto, e rispettabilissimo, “mazzo”. E a quelli che dicono: <>, risponderebbero: <<Ma anche no>>. È difficilissimo ricostruirsi da zero un futuro che avevano pensato nel paese in cui sono nati e in cui hanno lasciato sorelle, papà dolcissimi e mamme, che non vedono l’ora di rivederli e di stare con loro per più di qualche ora. Gli italiani all’estero sono quelli che prima o poi torneranno, e a voi, che siete restati “per cambiare il Paese”, magari chiederanno spiegazioni.
Detto questo, fatemi sapere se vivete all’estero, se avete abitudini malsane da “espatriati” e, nel caso, condividele in fondo a questo post.
by: Sara

http://www.thelostavocado.com/10-cose-fanno-italiani-estero/





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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.