Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 12 aprile 2015

La vita è bella.


Ieri a Stoccolma è stata una giornata primaverile stupenda con una temperatura mite (ca.12-15 gradi) la quale ha indotto molti nativi a vestirsi con abiti primaverili beati loro.
Io invece no…!
Ancora non mi fido, così con in testa una coppola da perfetto siciliano e munito di una giacca a vento ho fatto una lunga passeggiata con i miei nipotini, liberi ieri da oblighi di asilo (dagis).
Passeggiando per Djurgården la parte più verde della città, ho pensanto a come è cambiata in meglio la città da quando sono arrivato io (non per merito mio si intende…) negli ultimi vent`anni.
Stoccolma si sicuramente trasformata da piccola cittadina in metropoli,credo che sia una delle città più dinamiche e crative a livello internazionale, difatti emerge nel campo della musica, del design,della moda, mi sono reso conto che la città presenta tutti i vantaggi delle grandi metropoli senza averne gli svantaggi: è una città piena di verde,assulutamente vivibele perchè non congestionata dal traffico, ne inquinata dalle industrie, cosi passeggiando con i miei nipotini tra canali e ponti siamo arrivati fino a “Skansen” il quale è il primo museo all`aperto del mondo, comprende tra l`altro uno zoo, un aquario, al suo interno c'e' davvero di tutto, da sagre in costume d'epoca a animali di ogni tipo, nordici certo, ma non solo... Il tutto immerso nel verde. 
Abbiamo visto e fotografato anche un lupo, tre orsetti, alci, una volpe rossa (simpaticissima!) Anche se la sosta preferita dai miei nipotini è stata lo ”junibacken” con le magiche ricostruzioni dei racconti della scrittrice (tanto amata dai bambini di tutto il mondo) Astrid Lindgren.
Siamo ritornati a casa sfiniti ed affamati…ma ne è valsa la pena.


Stamattina quando sono uscito con Chicca pioveva, niente a che vedere con ieri…
( sicuramente per non farmi dimenticare  che abito in Svezia…)
(nonno Franco a Stoccolma)


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Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.