domenica 15 novembre 2015

Parigi (o cara)

Buongiorno a Parigi e al giorno spezzato.
A quello che doveva regalarti qualcosa.
A quello che pensavi fosse il giorno giusto.
A quello che aspettavi e, invece, non non è stato mai.
Al giorno che ti cambia.
A quello che ti ha cambiato la pelle e i ricordi.
A quello che ti ha infranto.
A quello che ti ha deluso.
A quello che ti ha lasciato senza parole.
A quello che ti ha messo ko.
Al giorno che ti ha spezzato dentro.
A chi non se lo scorda ancora.
A chi se ci pensa sente ancora le fitte.
Allo stomaco che fa male.
Alle mani che non stingono più.
Alle mani che tremano, che cercano e non trovano.
Al vuoto al centro del petto.
Alla testa che esplode.
Alle gambe che non sanno più dove andare.
Buona domenica a voi che tirate un filo e ricominciate da quello...


Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.