Ho visto l’altra sera su Raidue un bel vintage su Lucio Battisti e mi sono accorto che Battisti è davvero l’ultimo mito italiano. Unisce le generazioni come nessuno dopo di lui, unisce da nord a sud, da destra a sinistra, élite e popolo, anima collettiva e intimità privata, canta un’epoca e ciascuna biografia.
Vorrei perciò ricordarlo in una veste strana, nel 150º dell’Italia unita, come il testimonial estremo dell’anima latina, italiana e mediterranea. Vorrei ricordarlo, pur nella sua ritrosia, come patriota dell’Italia estrema.
Abbiamo sempre rimosso una cosa: Lucio è un mito italiano ma solo italiano, non ha sfondato nel mondo, anche col suo trasloco a Londra il suo successo non fu tradotto. Restò nostrano, celestiale e provinciale, mitico e locale.
Battisti ci aiutò a riannodare i rapporti col nostro tempo, pur non amandolo, e con le nostre coetanee. Accompagnò i primi balli appassionati, tu chiamale se vuoi erezioni... Nell’epoca dell’invadenza del politico e del collettivo, evocò emozioni e mondi interiori; ci attaccammo a quelle storie d’amore per cantare le nostre e riabilitare l’universo a due in piena orgia da corteo.
Battisti fu il ponte fra il canto libero e la tradizione, fra leggerezza e intensità. Ci riportò nel nostro tempo a cavallo del mito, tra ritmi, parole e vestiti di quegli anni; dimostrò che si può essere romantici nell'epoca cinica della tecnica o nell’era ideologica della lotta armata.
Poi quella voce così diversa che ripara la gioventù dall'ingiuria del tempo e che ti fa volare...
lunedì 18 luglio 2011
mercoledì 6 luglio 2011
Il barbecue perfetto
Non è stato facile trovare il barbecue perfetto. Va be’, perfetto, insomma, sarebbe grandicello, a gas e (importantissimo) a buon prezzo. Ho fatto il giro dei negozi di, hem förbättring cioe’ quelli che vendono prodotti che hanno a che fare con la ristrutturazione e la decorazione della casa, soprattutto il super-store che si chiama, BAUHAUS un catena di magazzini che vende dalla pittura ai pavimenti alle cucine complete alle lampade per il soggiorno ai tagliaerba e le piantine, e anche le viti e le pile elettriche. Ci vado volentieri lì, c’è un aria di movimento, di costruzione, di cose nuove, di legno appena segato (infatti te lo tagliano come vuoi e lo stesso per le persiane), ti viene la voglia di rifarti la casa, che so, cambiare il rubinetto del lavandino del bagno, mettercene uno più moderno, alto, elegante e made in Italy. Ieri mentre facevo il traslocco la speranza mi rinasceva dentro, anche un pizzico di entusiasmo, mi sono sentito di nuovo scorrere addosso l’energia e la voglia di aggiustarmi il mio nuovo appartamentino, anche se è molto diverso sopratutto molto più piccolo della casa dove ho vissuto per 30_anni, dove i miei figli sono cresciuti e da cui non volevo andar via.
Una mia "vecchia" amica è venuta apposta dall`Italia per farmi compagnia in questi giorni di traslocco, così l`arredamento ha solamente due colori bianco e nero, secondo lei anche la mattonelle della doccia dovevano essere bianche e nere… per fortuna sono di un bel grigio-rosa, i lavandini, gli sportelli per la cucina, e sì,
le pareti della cucina dovevano essere pitturate di arancione invece sono di un bel Stockholmsvit (bianco Stoccolma). Comunque, eccomi qui a comprare stò benedetto barbecue, e ce ne sono dozzine, tra piccolissimi da mettere sul tavolo, a certi accidenti giganteschi e carissimi per quelli che si considerano grandi chef del barbecue e tramutano il giardino in una vera e propria cucina all’aperto (avevo dei vicini così).
Poi gli svedesi ci cucinano di tutto su quella madre-di-tutti-i-barbecue: bisteccone, costolette di maiale, polli interi, non solo semplici hamburgers e korv (salciccie) come facciamo noi.Va bè, molte volte ho fatto la pizza sul barbecue ed è sempre venuta una meraviglia, ma è un’altra storia.Confesso io sono rimasto italiano… un pò pigro per cucinare,il barbecue non lo userei mai.
Invece gli svedesi,attrezzi del mestiere belli e pronti,sembrano che non abbiano fatto mai altro in vita loro. Loro si mettono lì in piedi, di ottimo umore, una bella Pripps Blå
gelata in mano e girano la carne con smisurato amore, con lo sfondo musicale dei Flamingokvintetten mentre suonano per l`ennesima volta"Tintarella di Luna". Si sentono giustamente orgogliosi di un barbecue ben riuscito: cotti a perfezione i cheeseburgers oggi, no? Ma certo,e che sapore con il formaggio Cheddar sciolto sopra, il ketchup, un tocco di maionese, una puntina di Bostongurka una fetta di pomodoro o di cipolla se vuoi.
E poi i panini che devono essere morbidi, leggeri e capienti. Un po’ di pastasallad (insalata di pasta), il cocomero Greco comperato ad ICA di un bel rosso rubino, birra super-fredda Pripps Blå , panna e fragoline svedesi per il dessert, poi un bel tazzone di caffè (eh, sì,qui ci vuole quello svedese).
E, naturalmente, si pranza all’aperto anche se piove. Andiamo allora ad innaugurare questo appartamentino! Kära vänner… Viva il barbecue!
Una mia "vecchia" amica è venuta apposta dall`Italia per farmi compagnia in questi giorni di traslocco, così l`arredamento ha solamente due colori bianco e nero, secondo lei anche la mattonelle della doccia dovevano essere bianche e nere… per fortuna sono di un bel grigio-rosa, i lavandini, gli sportelli per la cucina, e sì,
le pareti della cucina dovevano essere pitturate di arancione invece sono di un bel Stockholmsvit (bianco Stoccolma). Comunque, eccomi qui a comprare stò benedetto barbecue, e ce ne sono dozzine, tra piccolissimi da mettere sul tavolo, a certi accidenti giganteschi e carissimi per quelli che si considerano grandi chef del barbecue e tramutano il giardino in una vera e propria cucina all’aperto (avevo dei vicini così).
Poi gli svedesi ci cucinano di tutto su quella madre-di-tutti-i-barbecue: bisteccone, costolette di maiale, polli interi, non solo semplici hamburgers e korv (salciccie) come facciamo noi.Va bè, molte volte ho fatto la pizza sul barbecue ed è sempre venuta una meraviglia, ma è un’altra storia.Confesso io sono rimasto italiano… un pò pigro per cucinare,il barbecue non lo userei mai.
Invece gli svedesi,attrezzi del mestiere belli e pronti,sembrano che non abbiano fatto mai altro in vita loro. Loro si mettono lì in piedi, di ottimo umore, una bella Pripps Blå
gelata in mano e girano la carne con smisurato amore, con lo sfondo musicale dei Flamingokvintetten mentre suonano per l`ennesima volta"Tintarella di Luna". Si sentono giustamente orgogliosi di un barbecue ben riuscito: cotti a perfezione i cheeseburgers oggi, no? Ma certo,e che sapore con il formaggio Cheddar sciolto sopra, il ketchup, un tocco di maionese, una puntina di Bostongurka una fetta di pomodoro o di cipolla se vuoi.
E poi i panini che devono essere morbidi, leggeri e capienti. Un po’ di pastasallad (insalata di pasta), il cocomero Greco comperato ad ICA di un bel rosso rubino, birra super-fredda Pripps Blå , panna e fragoline svedesi per il dessert, poi un bel tazzone di caffè (eh, sì,qui ci vuole quello svedese).
E, naturalmente, si pranza all’aperto anche se piove. Andiamo allora ad innaugurare questo appartamentino! Kära vänner… Viva il barbecue!
venerdì 10 giugno 2011
"Ci metto solo un minuto, ritiro una cosa e torno subito".
Che si tratti di posteggiare un Suv una smart o un furgone non fa differenza: il romano è solito cedere alla tentazione della della doppia fila.
Le ragioni sono note carenza di posteggi e un`inedeguata rete di trasporti publici.E poco inporta se incombe il rischio delle multe: il tempo risparmiato è un incentivo fortissimo.Ancor di più se si deve scendere dall`auto per pochi minuti per conperare un giornale o bere un caffè, sopratutto se l`auto è controllabile a vista.Così in molte zone della città la circolazione è ostruita da automobili lasciate in doppia fila se non addirittura tripla davanti ad una edicola o una gelateria. E nel fine settimana, anche di notte, poichè la presenza di caffetterie e paninoteche che attirano I giovani da ritorno dalle discoteche da vita a vere e propie dige che ostruiscono il traffico.
Avviene per esempio in via Cernaia, dove una nota pasticceria è causa di abbondanti soste in doppia e tripla fila anche nelle strade adiacenti. O in via del Gazometro, dove il venerdì a sabato sera è tutto lampeggiare di luci di emergenza (quella delle luci d`emergenza a me sembra addirittura una moda…)
Qui parcheggiano i clienti di una cornetteria in via dei Magazzini Generali (troppo stretta anche per soste irregolari.) quelli di un fast food di via Ostiense e di altri lacali della zona. Lo stesso accade in via Albalonga dove un bar attira automobilisti da tutta Roma, che posteggiano nei modi più inpensabili.
Clamoroso, poi è il caso di via Principe Eugenio sede di una storica gelateria i cui clienti parcheggiano in doppia fila lungo entrambi i lati della strada, constringendo le vetture in transito a invadre le corsie riservate ai mezzi publici.
Ho l`inpressione che i miei concittadini abbiamo imparato a conviverci con questo malcostume costante, trasformandosi a corrente alternata dal praticarla ad esserne vittime.
A nulla servono le varie forme di deterrenza attuate dal comune: dai dissuasori alla sosta ai marciapiedi alti, dai restringimenti di carreggiata a vari ostacoli di arredo urbano.
Tanto lui, il “furbo” il posteggio lo trova sempre: E la scusa è sempre la stessa: "Ci metto solo un minuto, ritiro una cosa e torno subito".
Le ragioni sono note carenza di posteggi e un`inedeguata rete di trasporti publici.E poco inporta se incombe il rischio delle multe: il tempo risparmiato è un incentivo fortissimo.Ancor di più se si deve scendere dall`auto per pochi minuti per conperare un giornale o bere un caffè, sopratutto se l`auto è controllabile a vista.Così in molte zone della città la circolazione è ostruita da automobili lasciate in doppia fila se non addirittura tripla davanti ad una edicola o una gelateria. E nel fine settimana, anche di notte, poichè la presenza di caffetterie e paninoteche che attirano I giovani da ritorno dalle discoteche da vita a vere e propie dige che ostruiscono il traffico.
Avviene per esempio in via Cernaia, dove una nota pasticceria è causa di abbondanti soste in doppia e tripla fila anche nelle strade adiacenti. O in via del Gazometro, dove il venerdì a sabato sera è tutto lampeggiare di luci di emergenza (quella delle luci d`emergenza a me sembra addirittura una moda…)
Qui parcheggiano i clienti di una cornetteria in via dei Magazzini Generali (troppo stretta anche per soste irregolari.) quelli di un fast food di via Ostiense e di altri lacali della zona. Lo stesso accade in via Albalonga dove un bar attira automobilisti da tutta Roma, che posteggiano nei modi più inpensabili.
Clamoroso, poi è il caso di via Principe Eugenio sede di una storica gelateria i cui clienti parcheggiano in doppia fila lungo entrambi i lati della strada, constringendo le vetture in transito a invadre le corsie riservate ai mezzi publici.
Ho l`inpressione che i miei concittadini abbiamo imparato a conviverci con questo malcostume costante, trasformandosi a corrente alternata dal praticarla ad esserne vittime.
A nulla servono le varie forme di deterrenza attuate dal comune: dai dissuasori alla sosta ai marciapiedi alti, dai restringimenti di carreggiata a vari ostacoli di arredo urbano.
Tanto lui, il “furbo” il posteggio lo trova sempre: E la scusa è sempre la stessa: "Ci metto solo un minuto, ritiro una cosa e torno subito".
domenica 5 giugno 2011
50 000 visite
Eccociiii! Siamo giunti a 50 000 visite, un grazie a tutti voi che siete passati di qua, commentatori abituali o sporadici, visitatori "muti" e amici del blogg (so comunque che siete in tanti, viste le visite e le e-mail) e anche semplici curiosi da "toccata e fuga, mi avete fatto raggiungere quota 50000 visite in poco più di 2 anni alla scrittura del primo post!! Grazie di cuore!!
Sembra che il blogg sia un pò in declino ma anche fosse, proprio perché so che "l'uomo saggio riconosce la caducità delle cose più salde"... dobbiamo festeggiare anche i piccoli, apparentemente insignificanti successi. E non lo dico solo io...
QUANDO VINCI, FESTEGGIA
di Paulo Coelho
Quando vinci, commemora: un rito di passaggio è importante. Questa vittoria è costata momenti difficili, notti di dubbio, interminabili giorni di attesa. Fin dai tempi dell’antichità, celebrare un trionfo faceva parte del rituale stesso della vita. La commemorazione segna il raggiungimento di una tappa. Se la evitiamo - per quanto sembri incredibile, molta gente la evita per paura di una delusione, di attirare il «malocchio» eccetera -, non possiamo beneficiare del miglior dono che la vittoria ci dà: la fiducia. Celebra oggi le tue piccole vittorie di ieri, per quanto insignificanti esse sembrino. Una nuova lotta già si avvicina, e richiederà tutta la tua attenzione e il tuo impegno: il ricordo di una vittoria aiuta sempre a vincere la battaglia successiva.
Buona notte a tutti Franco
Sembra che il blogg sia un pò in declino ma anche fosse, proprio perché so che "l'uomo saggio riconosce la caducità delle cose più salde"... dobbiamo festeggiare anche i piccoli, apparentemente insignificanti successi. E non lo dico solo io...
QUANDO VINCI, FESTEGGIA
di Paulo Coelho
Quando vinci, commemora: un rito di passaggio è importante. Questa vittoria è costata momenti difficili, notti di dubbio, interminabili giorni di attesa. Fin dai tempi dell’antichità, celebrare un trionfo faceva parte del rituale stesso della vita. La commemorazione segna il raggiungimento di una tappa. Se la evitiamo - per quanto sembri incredibile, molta gente la evita per paura di una delusione, di attirare il «malocchio» eccetera -, non possiamo beneficiare del miglior dono che la vittoria ci dà: la fiducia. Celebra oggi le tue piccole vittorie di ieri, per quanto insignificanti esse sembrino. Una nuova lotta già si avvicina, e richiederà tutta la tua attenzione e il tuo impegno: il ricordo di una vittoria aiuta sempre a vincere la battaglia successiva.
Buona notte a tutti Franco
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Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.







