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Ingegnere della serie "meglio tardi che mai."  Nato in provincia di Roma e sopravvissuto a 50 inverni svedesi, ad un matrimonio, due figli e due nipotini alla veneranda età di "over 70+" anni desidera ancora comunicare riflessioni ed idee, per il bene di tutti.

venerdì 10 giugno 2011

"Ci metto solo un minuto, ritiro una cosa e torno subito".

Che si tratti di posteggiare un Suv una smart o un furgone non fa differenza: il romano è solito cedere alla tentazione della della doppia fila.
Le ragioni sono note carenza di posteggi e un`inedeguata rete di trasporti publici.E poco inporta se incombe il rischio delle multe: il tempo risparmiato è un incentivo fortissimo.Ancor di più se si deve scendere dall`auto per pochi minuti per conperare un giornale o bere un caffè, sopratutto se l`auto è controllabile a vista.Così in molte zone della città la circolazione è ostruita da automobili lasciate in doppia fila se non addirittura tripla davanti ad una edicola o una gelateria. E nel fine settimana, anche di notte, poichè la presenza di caffetterie e paninoteche che attirano I giovani da ritorno dalle discoteche da vita a vere e propie dige che ostruiscono il traffico.

Avviene per esempio in via Cernaia, dove una nota pasticceria è causa di abbondanti soste in doppia e tripla fila anche nelle strade adiacenti. O in via del Gazometro, dove il venerdì a sabato sera è tutto lampeggiare di luci di emergenza (quella delle luci d`emergenza a me sembra addirittura una moda…)
Qui parcheggiano i clienti di una cornetteria in via dei Magazzini Generali (troppo stretta anche per soste irregolari.) quelli di un fast food di via Ostiense e di altri lacali della zona. Lo stesso accade in via Albalonga dove un bar attira automobilisti da tutta Roma, che posteggiano nei modi più inpensabili.

Clamoroso, poi è il caso di via Principe Eugenio sede di una storica gelateria i cui clienti parcheggiano in doppia fila lungo entrambi i lati della strada, constringendo le vetture in transito a invadre le corsie riservate ai mezzi publici.
Ho l`inpressione che i miei concittadini abbiamo imparato a conviverci con questo malcostume costante, trasformandosi a corrente alternata dal praticarla ad esserne vittime.

A nulla servono le varie forme di deterrenza attuate dal comune: dai dissuasori alla sosta ai marciapiedi alti, dai restringimenti di carreggiata a vari ostacoli di arredo urbano.
Tanto lui, il “furbo” il posteggio lo trova sempre: E la scusa è sempre la stessa: "Ci metto solo un minuto, ritiro una cosa e torno subito".

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.