sabato 9 marzo 2013

Svezia: "Il paradiso perduto"

Svezia: si è tanto parlato di paradiso, per piangerlo perduto, che qualcuno ha protestato. Troppo facile, perché ogni paradiso ha i suoi gironi d' inferno. Nel posto delle fragolee dei mirtilli, in Svezia, vanno ora i raccoglitori asiatici malpagati. Ma è difficile negare che la vita civile di questo paese sia stata la meno lontana dal sogno di un paradiso; terrestre e socialdemocratico.

Voi credete probabilmente che la Svezia sia socialdemocratica, ma già da due legislature è retta da un centrodestra. Così la Danimarca. In Norvegia, retta dal Partito dei lavoratori da due legislature, l' alternanza al governo di laburisti e conservatori è stata frequente, mentre in Svezia l' egemonia socialdemocratica era durata settant' anni con poche interruzioni. La tenuta laburista in Norvegia viene ascritta al petrolio, ma forse c' entra anche la storia. Un egualitarismo più fiero in una società di contadini e pescatori senza soggezioni all' aristocrazia, e l' eredità della Seconda Guerra.

Occupata dai nazisti, la Norvegia conobbe l'esilio inglese del re e del governo, e una ammirevole resistenza. Per un amaro paradosso, le è successo di dare al linguaggio politico comune il nome proprio del suo dirigente che si piegò al giogo nazista, Quisling. I solenni signori norvegesi che hanno assegnato il Nobel per la pace al detenuto cinese Liu Xiaobo, non ignoravano che la Cina avrebbe additato il loro paesuccio di cinque milioni come un nemico. Sta di fatto che la socialdemocrazia scandinava, guardata dall' Europa latina come una mescolanza esotica di climi spopolati e bionde libertà, è stata la vera Terza via della sinistra politica e sociale, di cui il laburismo di Blair ha tentato un' effimera emulazione.

Oggi i paesi scandinavi conoscono l'ascesa di formazioni di estrema destra, nazionaliste populiste e a volte apertamente razziste - così i "democratici" svedesi", diventati nelle ultime elezioni il terzo partito, e il norvegese "Partito del progresso", in cui militò Breivik (la sua leader, Siv Jensen, non ha potuto fare a meno ora di dire: "Siamo tutti laburisti").

La crisi economica e la crescita impetuosa dell' immigrazione (in Svezia il 14 per cento, la più alta proporzione europea) espongono i governi, direttamente o indirettamente, alla pressione dei partiti xenofobi: fino alla sospensione di Schengen decisa dalla Danimarca. In realtà, la crisi del "modello scandinavo" era maturata con la caduta del Muro di Berlino e il trionfo dell' individualismo neoliberista. Quel modello aveva al centro la solidarietà sociale - e dunque un prelievo fiscale molto alto - in cambio di servizi efficaci, in particolare ai bambini e alla famiglia. Diciamo subito di un giorno, il più dannato degli inferni socialdemocratici: la fede fanatica, protratta fino alla soglia degli anni ' 90, nell' eugenetica, che spinse soprattutto la Svezia, ma anche Norvegia e Danimarca e Finlandia (e tanti altri paesi, Usa e Canada compresi), alla sterilizzazione forzata di decine di migliaia di persone, donne per lo più, definite come minorate e di peso al progresso collettivo. 

Questo orrore si distingueva dall' eugenetica nazista perché respingeva un' ereditarietà della razza attribuendola invece agli individui: ma con un risultato non meno ributtante. Frutto di una superstizione scientista e di un fanatismo statalista, l' altra faccia dello Stato che accompagna i suoi cittadini "dalla culla alla tomba". E argomento ancora attualissimo al trapasso fra l'ingegneria sociale otto-novecentesca e l' ingegneria genetica nostra. 

Altri inferni stanno in quella storia, dai collaborazionismi nazisti alle vendette del dopoguerra, come il bando silenzioso che colpì le donne norvegesi e i figli dei tedeschi occupanti, e durò per decenni. L' altra faccia, ho detto, ma non era necessaria. Ci fu chi le si oppose in tempo. Non erano inevitabili per le conquiste più preziose della socialdemocrazia: l' istruzione e la conoscenza, la sanità, una sobrietà morale e di costume prima ancora che politica contro la disuguaglianza sfrenata, il riconoscimento del valore e dei diritti del lavoro, l' impegno per il mondo povero e la mediazione internazionale, da Hammarskjoeld al Trattato di Oslo. E la parità fra i sessi, nelle leggi e in formidabili cambiamenti di costume, come la condivisione dei congedi di maternità e paternità, compresi i governanti uomini: che è anche un esempio alle abitudini patriarcali di nuove minoranze - i pakistani sono i più numerosi.

Nella graduatoria mondiale sul ruolo delle donne i primi quattro posti vanno a Islanda, Norvegia, Svezia e Finlandia (l' Italia è al 74esimo). E in particolare un patto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni così saldo da durare, sia pure con crepe evidenti, al di là di una maggioranza politica, e spiegare la sconcertante "impreparazione" dello Stato norvegese al gesto di un malfattore, che non si era capaci di immaginare - e non si voleva. Era successo perfino quando, nel 1940, i nazisti invasero la neutrale Norvegia, che si dimostrò del tutto "impreparata":e il paragone, ovviamente improprio, valga a dare credito alle parole del primo ministro Stoltenberg: "La nostra democrazia sarà ancora più aperta - solo, meno ingenua".

A questa ingenuità, e con la tentazione di schernirla, si attribuisce un codice che prevede la pena massima di 21 anni. Eppure la Norvegia ha la più bassa percentuale di detenuti, e spende per loro quasi quanto l' Italia, che ne ha venti volte di più. 

La Scandinavia e la Svezia hanno molte facce, dunque. Si può anche descriverle così: quella parte estrema dell' Europa dove si spediscono i rifiuti di Napoli, e che li tramuta in energia. 

di Adriano Sofri

mercoledì 27 febbraio 2013

Du gamla, du fria. ( Linea di confine)

Liza Marklund 
Ho appena finito di leggere l’ultimo giallo di Liza Marklund  che è anche l’ultima avventura dell`eroina nata dalla fantasia della scrittrice/giornalista svedese oramai famosa in tutto il mondo.

Annika Bengtzon, giornalista di Stoccolma affronta una nuova inchiesta:questa volta mi sono sentito anche un pò coinvolto avendo la Marklund ambientato il suo ultimo libro nei pressi di una scuola materna di un quartiere non molto lontano da casa mia. Dove sotto un mucchio di neve viene ritrovato il corpo di una donna. Si tratta della quarta giovane madre che cade per mano di un assassino, pugnalata alle spalle. Ma non è tutto, mentre Annika indaga, il marito, funzionario al Ministero della Giustizia, inviato a Nairobi, viene sequestrato al confine tra Kenya e Somalia e i rapitori chiedono un riscatto esorbitante. Da qui prende il via; Du gamla, du fria che non c`entra niente con il titolo della versione italiana; Linea di confine (edito da Marsilio).

L’autrice, giornalista professionista come la sua eroina, racconta (conoscendolo molto bene) il mondo dei media e i meccanismi usati per distorcere la realtà. Anche se, proprio in fondo, nella pagina dedicata ai ringraziamenti, Liza Marklund si premura di ricordare che alcune cose che lei descrive (come il fatto che i funzionari governativi svedesi abbiano una polizza assicurativa che li tuteli in caso di rapimento) siano frutto della sua fantasia. Soprattutto perché se lo fosse, lei non lo scriverebbe perché questo aumenterebbe il rischio di rapimenti. “In questo romanzo”, dice “mi sono attenuta a uno scenario fittizio che forse è abbastanza vicino alla realtà o forse non lo è affatto. Meglio per tutti non saperlo”.

James Patterson ha detto: "Prendete un libro di Liza Marklund, leggetelo fino alla fine, poi aspettate che la libreria riapra, e compratene un altro" 

Anche io vi consiglio di comprarlo, è molto bello!
Buona giornata a tutti da franco 




lunedì 25 febbraio 2013

IKEA: "Il pranzo è servito..."

La contaminazione dei cibi con la carne di cavallo ha colpito anche le polpettine svedesi servite nei punti vendita di Ikea e la stessa azienda svedese ha annunciato di aver ritirato le polpettine in 13 paesi europei, compresa l'Italia. Sono stati gli ispettori della Repubblica Ceca che vigilano sulle derrate alimentari a trovare carne di cavallo nelle polpettine prodotte in Svezia, uno dei punti cardine del menù servito nei punti vendita del colosso svedese dell'arredamento Ikea

«Al momento non si riscontra alcun allarme per la salute. L’Italia conferma anche in questa occasione il primato della sicurezza alimentare a livello comunitario. I campioni prelevati fino sono praticamente ad oggi il doppio di quelli raccomandati dalla UE», ha commentato il ministro della Salute Renato Balduzzi che ha definito tutto il caso «una colossale frode».
NB: Il gruppo Ikea ha confermato che i prodotti erano stati preparati da un unico fornitore svedese.

Che le polpette svedesi comprate surgelate nei più svariati punti di vendita della Svezia ( è possibile comprarle anche dal benzinaio.) siano una autentica schifezza non l`ho scoperto certamente oggi. 

Infatti sono anni che predico che vengano elimate, sia dagli asili che dalle scuole. L`idea che i miei nipotini abbiano ingerito sostanze dopanti, presenti purtroppo in tutti i cavalli da corsa, non solo mi indigna, ma mi terrorizza.


mercoledì 20 febbraio 2013

Te la do io la Svezia: "7 spose x 7 fratelli"


Neve, vattene via. Non faccio giri di parole: queste piccole nevicate notturne mi hanno rotto gli zebedei.  Insomma, questa mattina quando sono uscito con Chicca sono andato a gambe all`aria propio dove meno te lo aspetti, su un vialetto d’accesso pulito a puntino ma tradito da un sottile strato di ghiaccio, ruzzolone, con relativa copocciata su un provvidenziale mucchio di neve mista a terra molto sporca. 

Allora, una volta tantissimi anni fa quando abitavo sotto il sole quasi perenne della “Piccola città, la neve era solo un sogno.Si!!! HO PECCATO, anche un desiderio, ma allora ero un ragazzo ingenuo e privo di buon senso, chiaro, e tutti quei film americani; vi ricordate: sette spose per sette fratelli? Tutta la valle ricoperta dal manto bianco della neve, dove tutti ballavano ed erano felici, spaccando legna con bellissime camicie di flanella a quadroni, stivali tirati a lucido, mentre all’interno della casa di legno, un bel fuoco scoppiettante danzava nel caminetto, le donne radiose e serene preparavano con premura materna la cioccolata calda, e beh cavolo, un pò di sana invidia la provavo, volevo anch’io vivere in quella valle meravigliosa.  Ma gli anni passano e ti rendi conto che dalla casetta di legno circondata dalla neve devi pur uscire per andare al lavoro, portare i bambini all´asilo e quelle candide montagnole di neve e ghiaccio davanti alla porta di casa te le devi spalare da solo, se vuoi raggiungere la macchina, anche lei sepolta sotto un metro di frusen snö e che di partire proprio non ne vuole sapere.
Prova poi a fare la discesa di Tullinge con l’auto, anche dopo che gli spazzaneve hanno fatto il loro bravo lavoro e c`è solo uno diabolico sottilissimo strato di ghiaccio, appena una spruzzatina di neve mezza ghiacciata.  Vedi come la macchina ti parte da sotto le chiappe, come sbanda e tu, devi sterzare nella direzione della sbandata, senza toccare il freno, rischi un infarto quando ti accorgi come si avvicina velocemente quell`abete gigantesco, lì sulla destra, dove sotto ci sono parcheggiate due Volvo che a te sembreranno enormi… Certo, se sei alla guida di un bel SUV, con tanto di 4x4 inserito  forse te la cavi con meno strizza, ma io, con questa Fiattuccia, di strizza ci vivo fin dal primo fiocco di neve. 

Esistono, lo ammetto, momenti di fragili emozioni, da sbirciare ogni tanto, “quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore,” cantava Lucio Battisti, si posa lievemente sul prato di casa tua e far diventare bello anche quel melo, solo un attimo prima nudo e scheletrico.  E basta.  Non copre tutte le strade, non ti blocca l`entrata del garage, non devi raschiare tutto il giaccio dalla macchina che la sera prima per pigrizia italica hai posteggiato sotto le stelle.

Allora le file di meli scintillanti, bianchi sotto un cielo che più terso e azzurro non si può ti commuovono e il cuore ti si gonfia di gioia, com`è bella la Svezia pensi, voglio vivere per sempre qui.  Ma non dura ragazzi.  L`effetto fiabesco dura lo spazio di un mattino, quando le nuvole grigie della perturbazione proveniente dalla Finlandia (proviene sempre dalla Finlandia…) cancellano l’azzurro e i dolci fiocchettini trasparenti, come per magia diventano grandi come palme di mano .  

Accidenti alla neve allora.  E al freddo polare, al vento gelido che ci torturano ogni anno con il “classico” inverno che ogni anno;” erano 100 anni che non si vedeva”.  

Viva il Sud punto e basta!!!  Adoro il Sud!!! Ho nostalgia del Sud, torno al Sud…
Mettere per l`ennesima volta nel lettore il CD di “ 7 spose x 7 fratelli “. Non mi aiuta per niente. Le ragioni sono differenti, forse la neve è solo un pretesto e il freddo alla fine non conta neanche tanto.  
Si è vero, pensare non mi ha fatto mai un granchè bene, l`ho sempre detto io…
Buona notte a tutti.


Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.