giovedì 6 ottobre 2011

Fraticelli d`Italia unitivi.

Ai miei tempi il 4 ottobre era festa. Non facevi in tempo a tornare a scuola il 1˚ ottobre che il terzo giorno San Francesco ti resuscitava dai banchi.

La vera festa nazionale condivisa era quella. San Francesco è l’unico italiano che mette d’accordo tutti, credenti e laici. Piace ai cattolici, naturalmente, perché è santo e ha le stimmate.

Piaceva ai comunisti e socialisti perché è con i poveri ma il suo è l’unico comunismo che ammiriamo tutti, perché è volontario e personale, scontato sul­la propria pelle e non imposto da una dittatu­ra. Piaceva ai fascisti e ai nazionalisti, perché è il Santo Patrono d’Italia e per Mussolini era «il più italiano dei santi, il più santo degli ita­liani ».

Piace ai laici perché era in conflitto con il po­tere clericale, piace ai pacifisti che non a caso marciano su Assisi, da Capitini in poi e piace a tutti i dialoganti con altre fedi.

Piace alle fem­ministe perché aveva un rapporto paritario nella santità con Chiara. Piace agli ambientali­sti e agli animalisti perché fu il primo a difende­re la Natura, cantare il creato,l’acqua,la terra e trattare umanamente gli animali. Ed è il pre­cursore di tutti i ribelli e i viandanti, è andato on the road prima di Kerouac e dei vagabondi del Dharma, un irrequieto alla Chatwin, è il Siddharta nostrano e cristiano, senza ricorre­re a Buddha e a Hermann Hesse. Unisce fedi, culture, generazioni, pensieri opposti. Oggi poi è il testimonial perfetto per i sacrifici imposti dalla crisi.

Allora, Fraticelli d’Italia, perché non ripar­tiamo da lui?


sabato 1 ottobre 2011

Nembo Kid contro i neutrini...

Lo sapevamo già dagli anni trenta del Novecento che si poteva viaggiare più veloci della luce. Almeno lo sapevamo noi  ragazzini/e  negli anni_50, noi amanti dei fumetti. Non c’era bisogno di aspettare le conferme che sono arrivate il, 22 settembre, sono arrivate dal Cern di Ginevra che annunciava di aver fatto viaggiare un fascio di neutrini a 60 nanosecondi più veloci della luce con buona pace della Teoria Generale della Relatività e grande incazzatura di Albert Einstein, il suo teorico.

«Un team di ricercatori guidato dall’italiano Antonio Ereditato», si può leggere sul sito online del Corriere della Sera  « ha registrato che i neutrini, le particelle più piccole e così sfuggenti da attraversare qualsiasi solido, hanno superato i 300.000 chilometri al secondo. Ereditato, che lavora al centro di fisica delle particelle del Cern, ha raccontato che nel corso di tre anni di misurazioni è stato verificato che i neutrini si muovono 60 nanosecondi (un tempo infinetesimale) oltre la velocità della luce sulla distanza di 730 km tra Ginevra, sede del Cern, e il Gran Sasso, sede del laboratorio dell’Istituto di Fisica Nazionale (Infn). [...] I neutrini avrebbero dovuto percorrere i 732 km di distanza tra i due laboratori in 2,4 millesimi di secondo, ma in realtà ci hanno messo 60 nanosecondi (60 milionesimi di secondo) in meno di quanto avrebbero dovuto impiegarci secondo i canoni della fisica di Einstein. “Si tratta (apparentemente) di una piccola differenza”, ha spiegato Ereditato al Corriere della Sera, “ma concettualmente è incredibilmente importante. La scoperta è così sorprendente che, per il momento, tutti dovrebbero essere molto prudenti. Non voglio neanche pensare alle possibili implicazioni”».

A volare più veloce della luce è sempre stato Superman, personaggio dei fumetti che era arrivato in Italia nel 1954, con gli Albi del Falco, e che, per motivi di diritti d’autore, allora si chiamava Nembo Kid (il ragazzo delle nuvole), non aveva la “S” disegnata sulla calzamaglia e si presentava come il «campione degli oppressi, la meraviglia fisica che ha giurato di dedicare la sua esistenza ad aiutare chi ha più bisogno di lui».

Albert Einstein 
Con dieci centesimi gli americani potevano seguire le avventure del supereroe dotato di strabilianti poteri grazie a una mutazione dovuta proprio all’arrivo sul pianeta Terra. Se in una prima versione del fumetto i superpoteri erano dovuti a una diversa gravità rispetto al pianeta originario, in seguito verrà messa in rilievo la sostanziale differenza tra i raggi “gialli” del nostro Sole e quelli “rossi” di Krypton. Con il passare del tempo, però, Superman diventerà un personaggio sempre più irrazionale e antiscientifico e i suoi poteri verranno esagerati per fronteggiare l’agguerrita concorrenza di una valanga di supereroi spuntati come funghi che invaderanno, di lì a poco, il mercato del fumetto

Metamorfosi nella metamorfosi, nella metamorfosi. E ora la metamorfosi dei neutrini del Cern.  Quando la realtà supera la fantascienza....


da: al coniglio agile p. castellacci

venerdì 23 settembre 2011

Gli italiani diversi.

Rigoletto, atto secondo, scena IV: Palazzo Ducale di Mantova. Il buffone, cui hanno rapito la figlia incontra i cortigiani complici del misfatto e grida “cortigiani vil razza dannata” . E nel libretto si legge: “Cortigiani razza di vigliacchi maledetti a che prezzo avete venduto il mio bene”.

Parole che mi tornano a mente leggendo alcuni blog i quali senbrano aperti solamente per scrivere peste e corna dell`Italia,usando a volte un linguaggio che va oltre i limiti della decenza, ma non è questo che mi preoccupa: di ridicoli il mondo è pieno. Mi preoccupa più il fatto quando quest`ultimi mettono l`Italia in cattiva luce di fronte hai loro nuovi padroni,dopo si meravigliano se gli autoctoni restino disorientati ed evitano di entrare nel merito del dibbattito.Ve lo dico io il perchè: uno svedese non metterebbe mai la Svezia in cattiva luce sia di fronte ad uno svedese e tanto meno di fronte ad uno immigrato, nemmeno sotto tortura. Quindi il malcapitato autoctono di turno al colmo della meraviglia si starà chiedendo in cuor suo: ”ma che razza di pezzo di m***a ho davanti…!” Ed allora il malcapitato/a per togliersi dall`atmosfera di imbarazzo creata dal cialtrone di turno cercherà una via d`uscita diplomatica e vi dirà che: Si,avete ragione voi, è vero Berlusconi è un pagliaccio, ma comunque gli spaghetti sono cotti al dente, il mandolino è accordato ad arte, ed il sole riscalda di più che in Svezia, a questo punto il cialtrone convinto di aver giovato alla causa italiana si toglie finalmente dalle palle del malcapitato svedese convinto di aver fatto un ulteriore passo avanti nella società svedese (esempio di servilismo all`italiana) non sapendo il tapino di aver fatto al contrario, inrimediabilmente un passo indietro.

Misera Italia dei cialtroni provate, se potete, a tradurre questa parola (cialtrone) in svedese, ma anche in inglese..: certo, c’erano e ci sono, restano, e anche continuamente rinascono (ricicciano come si dice a Roma…) queste minoranze cialtrone, anche se sono, certo,si tratti di minoranze a tutti gli effetti, con i loro splendidi lampi di luce

Forse allora la chiave di questo possibile « essere » contraddittorio degli italiani, dei loro vizi come delle loro virtù, andrebbe ricercata proprio nel periodo in cui l’Italia ancora non c’era, ma c’erano curiosamente eruzioni a tappe di lingua e cultura già italiana.
Poveri italiani “diversi,” dentro i quali si sfumano tanti temi e elementi, tratti caratteriali, slanci e paure, tic, come dire, il genogramma degli italiani, anche se non si sa, non si è ancora capito cazzo  quando e come questi benedetti italiani abbiano cominciato ad esser tali...E poi, ancora, quali di questi italiani ? Quelli che hanno creato dentro i confini nazionali, o quelli che navigando alla volta del Canada e dell’Argentina, o dell’Australia si sono mischiati con altre culture, come è proprio di tutte le vere culture, e hanno sconfitto la problematicità della loro identità (che quando è "una" fa sempre tremare) accettando il principio della polivalenza? Colombo allora era italiano,o era portoghese? era cristiano o ebreo? E Yves Montand ? E quelli che da fuori arrivano in Italia, « sbarcano » (brrrrr), dalla Romania, o dall’Africa, dall’Albania, e vogliono viverci in questa fragile Italia ?

Forse, i veri italiani sono quelli che son disposti, sia in Italia sia all`estero, ad intrecciare fra loro le lingue gentili del mondo, a ballare il tango e a saltare come i canguri...

Ma per fortuna ! Siamo italiani diversi, ma a volte no…

giovedì 22 settembre 2011

Italiani, smettetela di lamentarvi.

Un popolo che ha fatto della lamentela un vanto sono gli italiani o meglio gli italiani meridionali,(tranquilli amici del sud anche io sono di buona razza terrona) ma tutti sanno che l’italiano è sempre meridionale, l’italiano all`estero per asempio è quello che è il napoletano per gli altri italiani. D’altra parte spaghetti, pizza, mandolino, non sono mica a Milano o a Torino? anzi quando si vuole parlare di cose brutte dell’Italia si parla della Fiat o di Berlusconi, non certo cose meridionali. Si potrebbe obbiettare che la mafia è una cosa meridionale, sicuro, però ormai dopo i film di Hollywood, probabilmente è stata sdoganata nel mondo come qualcosa di universale e apolide, come il MacDonald e il karaoke. Figurarsi che al parlamento europero Borghezio viene sempre chiamato dai deputati del Lussemburgo con una parola che ora non ricordo, e che Borghezio crede significhi “amicone”, ma che in lussemburghese significa più o meno “terrone di merda”.

Come mai i meridionali non siano caduti vittima delle mire di Hitler è semplice, il meridionale, per quanto attaccato alla famiglia, è quasi sempre un cane sciolto. Questo ha due vantaggi, primo chi lo incontra pensa che da solo non può fare male e, spesso si sbaglia, secondo poichè è attaccato alla sua famiglia non può essere una cattiva persona, e dipende dalla famiglia. Poi ogni tanto canticchia, fischietta, ti fa assaggiare della roba da mangiare fatta in casa o delle sue parti, è di compagnia quando si beve, insomma è un po’ fastidioso, ma fa anche qualcosa di buono.

Negli ultimi anni invece sta nascendo una nuova tecnologica popolazione che vuole fare della lamentela un vanto, sono quelli che quotidianamente aggiornano i loro blogg. Le tematiche dei loro piagnistei sono le più varie, c’è chi si lamenta dei propri genitori, fidanzato/a, amici, amiche, chi si lamenta della politica, amministrazione, guerra, chi del capoufficio, segretaria, compagno di banco, vicino di casa, fruttivendolo, idraulico, chi di uno scrittore/musicista/attore, chi di due, chi di tutti, chi sceglie il suicidio, chi sceglie di continuare a lamentarsi, chi rompe i coglioni ad ogni sospiro e chi rompe i coglioni è basta.
Il problema fondamentale è che tutta questa gente spesso è convinta di scrivere bene e, soprattutto, di scrivere cose divertenti. Tutti i maggiorenni, dai 18 ai 90 anni, si atteggiano a uomini o donne vissute, cinici e sarcastici quanto basta, e hanno, per grazia divina, il diritto/dovere di commentare il fatto del giorno, sia esso pubblico o privato, con una battuta salace o una parolina accuminata.

Novelli Orazio del web danno ogni giorno prova che battere le dita su una tastiera non significa saper scrivere e che leggere le lamentele di qualcuno è noioso e basta, non divertente. Il problema è proprio come fargli capire queste cose: scartata l’ipotesi violenta, ma solo perchè sarebbe troppo lunga andarli a cercare casa per casa,l’ipotesi teoricamente più semplice sarebbe quella di lasciare un commento ai loro scritti, quando la cosa è possible.
Le loro reazioni, a questo punto, nella migliore delle ipotesi è la seguente: “Grazie per il tuo commento e la tua critica cercherò di migliorare”, tradotto “ Non capisci un cazzo di niente, però non ti mando a fanculo perchè con i coglioni come te non mi abbasso nemmeno per vedere cosa ho pestato, tanto so che è merda”, I più furbi indubbiamente potrebbero essere quelli di sinistra che si lamentano della sinistra o quelli di destra che si lamentano della destra, così cercano di raccogliere un pubblico trasversale ai due schieramenti politici; potrebbero, perchè se fossero in politica potrebbero passare da una parte all’altra come Sgarbi, purtroppo però non hanno voti ma solo dei punteggi su un counter che gli sembra sempre troppo fermo.

Più fessi di questi solo quelli di centro che si lamentano del centro e nessuno ha ancora capito che cazzo vogliano.

Poi ci sono quelli che si lamentano di cose vecchie e quelli, i peggiori, che si lamentano di cose vecchie che stanno cambiando, insomma disfattisti, poveri repressi che vivono costantemente attaccati ad internet e che, agorafobici e paranoici quali sono, se inciampano sul marciappiede è colpa del governo che non sistema le strade, non abbatte le barriere architettoniche e non fa nulla di buono per la cittadinanza: oppure davvero da loro le cose non stanno cambiando e allora sono sfigati e si lamentano a ragione, non per questo sono però divertenti. Anche se loro lo pensano.

A questo punto qualcuno si lamenterà, anche di chi si lamenta: di chi si lamenta.
Insomma ragazzi: Che palle...!!!
 

Attenzione

Attenzione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo blog, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. L`autore si riserva pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L`autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.