Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

venerdì 19 novembre 2010

Non tollero che si parli male del mio Paese!


Propio così: Non tollero che si parli male del mio Paese!
Noi Italiani,come qualsiasi altro popolo, non siamo immuni da difetti o da peccati, né ci siamo mai sentiti degli “eletti” (pur avendo inondato di civiltà ogni dove); ma tra i tanti difetti che ci riconosciamo, il nostro più grande, è certamente quello di non riuscire a non parlar male di noi stessi; cosa che i nostri amici svedesi invece, riescono benissimo a fare, anche quando fanno delle emerite sciocchezze che il più delle volte vengono abilmente taciute dai loro media.

Criticare l’Italia e gli italiani, oltre che dimostrare una mancanza di “stile” e di “civiltà”, conferma una strategia studiata ed attuata per emarginare l'economia stessa del nostro Paese, per arrecare danno alle nostre imprese, al nostro turismo, e non solo, così come, dipingere il nostro Capo del governo come: “pagliaccio”, “mafioso”, “criminale”, “corruttore” o chi sa Dio che altro, equivale ed offende la sovranità di un popolo, che a maggioranza liberamente e democraticamente con il voto, ha scelto il proprio leader a prescindere. No, non è una difesa nei confronti del Sig. Berlusconi, imprenditore e capo di un partito, ma della libera espressione della maggioranza degli italiani; e ciò deve bastare per pretendere da tutti rispetto per la sua carica istituzionale, fino a quando si comproverà la sua presunta indegnità; ma soprattutto, si deve rispetto a quella parte del popolo italiano che a maggioranza, lo ha eletto.

Cessino dunque i luoghi comuni, le insinuazioni, le mezze frasi, le improbabili verità, su quei giornali che in palese spregio della obbiettività, preferiscono plasmare l'opinione pubblica italiana e internazionale, inseminando l’idea che tutto ciò che si tenta di fare nel nostro Paese è sbagliato, a prescindere.

Non lasciamoci intimidire; piuttosto, ribaltiamo questi luoghi comuni, sollecitando le nostre istituzioni a prendere posizione ed a pretendere il rispetto che ci è dovuto al pari di quello che siamo soliti riservare allo straniero che visita o lavora in Italia.

Solo gli ingenui, i creduloni , i fondamentalisti ad oltranza ed i pavidi, ignorano di essere loro stessi soggetti passivi, plagiati e succubi di una egemonia, priva di idee e di concretezza, fino a prova contraria; e da quando mondo è mondo, sono i fatti e non le parole che fanno la differenza, così come in una democrazia, è la maggioranza la sovrana indiscussa di una libera e civile società!
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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.