stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

venerdì 12 agosto 2011

Hon dansade en sommar. (Ha ballato una sola estate)

Questa notte è inpossibile dormire tra piccole zanzare a dir poco micidiali e un caldo umido che non da tregua nemmeno di notte, il pensiero mi riporta in Svezia a la breve estate svedese che prende il volto di una giovanissima Ulla Jacobsson che con la sua emozionante bellezza si pose all`attenzione della critica internazionale con il film tratto da un romanzo di Per Olof Ekstrom: Ha ballato una sola estate. (Hon dansade en sommar)

La storia la conoscete tutti, tratta dell`amore tra uno studente e una cameriera, entrambi ancora adolescenti, è contrastato non soltanto dai parenti di lui ma da tutto un ceto che vede nel rapporto una minaccia all'ordine sociale. Lo studente Göran venuto a passare le vacanze nella fattoria di uno zio, s'innamora, riamato, della contadina Kerstin, suscitando lo scandalo dei puritani locali. Quando la ragazza muore in un incendio, i benpensanti vedono nell'incidente la mano divina. È un film bellissimo apprezzato per il suo lirismo, la bellezza dei paesaggi, la polemica contro l'intolleranza bigotta, fu il 1° film svedese ad avere un successo internazionale dopo la guerra anche e soprattutto per la scena erotica in cui i 2 protagonisti fanno il bagno (e l'amore) nudi. Oggi è un pò datato e invecchiato, ma come ho detto prima non lo è la fresca, emozionante bellezza della Jacobsson nella parte di Kerstin.

Ha amato, ha ballato una sola estate; ed è morta, a diciassette anni. È questa, la breve vicenda di Kerstin come breve è l`estate della sua terra; e dobbiamo essere grati al regista di questo film, Arne Mattson di avercela raccontata con un modo suo, modesto, lindo e sincero. Ha creduto nel «suo» film, l'ha sentito; e noi dobbiamo allora credere in Kerstin, e nella sua breve apparizione terrena. Poco più di un'alba, ed è già notte, senza meriggio e senza tramonto. È proprio del cinema svedese di sorprenderci ogni tanto con un idillio e farci riflettere.
Perchè vi ho raccontato questa storia? Non l`ho sò nemmeno io... forse per prender sonno visto che le piccole zanzare sembrano aver preso una pausa.

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.