Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 14 aprile 2013

Primavera a Stoccolma.

Alba sul lago Mälaren, (Strandvägen Stockholm).
Primavera a Stoccolma. Ti sconvolge. Primi boccioli. La rinascita di un anima, la mia, che non vuole arrendersi, ancora a caccia di desideri.  Penso a chi li rifiuta, i desideri esauditi.  Che tristezza. 
Solo, immaginare…Non basta mai.  Ci vuole qualcosa di concreto, di vero, da toccare con mano, da mordere, da guardare.  Afferrare una fetta di vita, prima che ti sfugga dalle dita.  Già sfuggita? No! Non è mai troppo tardi. Ci sarà tristezza, un pò di delusione ma anche tanta rabbia (tanta, anche furia) ma non è mai troppo tardi per ricominciare. 
Snödroppar ( Bucaneve )
Il primo caffè del giorno, con la napoletana, amarissimo e nerissimo, ma profumato come nient’altro al mondo, tazzone di speranza, insieme al sole che sorge. Un calcio alle paure, via quei sensi di colpa che in fondo non ci appartengono, perché la vita è nostra, ci appartiene ed è unica. Vigliacchi, maledetti, quelli che la gettano via.

L’erba dei prati ancora non si vede nei giardini del mio condominio, ma sono spuntati i bucaneve. In compenso gli alberi che sono ancora scheletri hanno un aspetto meno triste, perché assaggiano già la freschezza di questa tarda primavera.
Cigni sul Mälaren
L’aria sa del cambio imminente. Voglia di vita.  Primavera a Stoccolma, lenta, frustrante, grigia (piove, piove), ma basta un raggio di sole che si rispecchia nel Mälaren (guasi di nuovo liquido, il ghiaccio si sta sciogliendo) e mi sento vibrare dentro, vorrei immergermi in questo lago antico e trovarlo caldo. Non lo è; ma io sì.

Il soffio leggero della primavera mi seduce. Ho ancora voglia di buttarmi nell’ignoto, sì, anche rischiare, perché la parte peggiore è non saper rischiare. Far finta di non sentire. 
Alba sul lago Mälaren, che si risveglia: ne avverto appena il battito. Aspetto, sono ottimista: esisto, sono presente.  
Buona domenica a tutti da franco.


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Sono andato, tornato, ripartito.

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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.