stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

giovedì 30 gennaio 2014

Datemi sto`caffè, e così sia.

Non c`è dubbio, non ce farei mai a svegliarmi se non anticiperei questa benedetta tazzina.

Non ha inportanza se a Stoccolma in questo periodo il cielo è sempre grigio e il sole sembra che ci abbia abbandonati, è gioia istantanea,questo caffettuccio,un abbraccio di ricordi piacevoli che mi avvolge come un sofficie manto.
Ha il sapore dell`ottimismo, che mi scorre nelle vene, sangue nero che si mescola nell`altro. Quì a Stoccolma lo trovi ad ogni passo.Non parlo solamente del nostro caffè della “tazzulella” napoletana per intenderci,ma dello svensk kaffe, kaffe, coffee,in genere,nettare universale che scandisce il ritmo del mattino in tutto il mondo (o guasi).Qui a Stoccolma ovunque ti giri te lo trovi davanti, al supermercato, in caffetteria,dal fornaio. Giorno e notte nelle stazioni di servizio apertissime alle quattro del mattino.Tazze di cartone, piene di cappuccino aromatico quasi sempre con una spolveratina di cioccolato. Ieri pomeriggio in galleria con l’appetitoso profumino di kaffebröd, le famose paste di lievito svedesi di cui ne ho consumate chili nella mia vita (soprattutto anni fa, quando avevo ancora il metabolismo aggressivo della gioventù).
Adesso me ne preparo uno che sia il mio adorato “Lavazza rosso” o suo cugino svedese “Gevalia” poco inporta. Stringo la tazza fra le mani, aspiro l’aroma, e mi sembra di sentire l`allegro casino del mercato di Civitavecchia, tutta la gioia di vivere che ci serve per continuare l’arduo cammino, la passione che ci nutre corpo e anima, le infinite possibiltà.   
Datemi sto`caffè, allora, e così sia.
Buonagiornata a tutti.


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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.