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Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

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sabato 22 marzo 2014

Non sarò ne arido ne triste.

Sessantanove anni, i miei anni, una vita passata tra Italia e Svezia, sono tanti? sono pochi? Fate voi, a me stasera sembrano propio tanti, tantissimi, se mi metto a pensare a tutto quello che ho fatto nella vita finora. Niente paura amici lettori l´idea di scrivere la mia autobiografia non mi solletica più di tanto, però mi piacerebbe poter raccontare tutto ai miei nipoti: le interminabili estati in campagna a casa degli zii, gli anni della scuola quelli più indelebili tanto da non dimenticarli più, il primo inpiego in Ericsson a Roma, la scoperta della grande cittá,i nuovi amici, le passioni politiche (poche) e quelle sportive (tante), i primi anni in Svezia pieni di speranze e di ottimismo di un papà giovanissimo (23 anni se ci penso sta`notte rischio l`infarto) il coraggio di lavorare come libero professionista che mi ha fatto sentire sul tetto del mondo, con tante vittorie,qualche sconfitta,ed anche un sacco di grane. Vorrei raccontargli come ho conosciuto e mi sono innamorato della nonna, parlargli dei loro genitori bambini e lo stravolgimento della vita, le immancabili delusioni e le preoccupazioni man mano che andavo avanti,il senso di responsabilità di un papà e la fatica di fare l’uomo serio,maturo, la perdita inmatura di un bene prezioso che ti lascia solo e indifeso contro il mondo.
Il coraggio di andare avanti fino a trovare un pò di pace da quando ho cominciato a prendere le distanze dalle cose giá viste e riviste tanto da capire che sono transitorie. Che senso di vertigine da questa strana senzazione di aver già provato tutto e che in un certo senso ti sembra di aver completato il tuo ciclo.
Ma sessantanove anni sono pochi se guardo avanti. Per fortuna, ”la salute tiene…” come dice il mio medico di base ed allora sarebbe un delitto non vivere pienamente gli anni che ancora mi restano. Se potrò essere padrone della mia mente, pensare, passeggiare con Chicca due ore nel bosco come faccio oggi, scrivere,stare con gli altri,veder crescere i miei nipotini, amare. Si! Anche amare.

Non sarò ne arido ne triste, se farò una vita piena. Magari scoprirò che non è vero che ho già visto tutto. Cari nonnetti e nonnette senza eccedere nella nostalgia non ci resta che essere obbiettivi e propositivi che la vita ci riserva ancora tante sorprese.
Allora. Buon fine settimana a tutti i ragazzini di settant`anni. (anche alle ragazzine di...anni…)



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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.