stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

lunedì 1 settembre 2014

Il Cielo


Qualcuno mi ha scritto chiedendomi se mi ritengo fortunato: Non so se devo considerarmi fortunato o sfortunato. Probabilmente più la prima che la seconda, però ho avuto anch’io le mie sventure. Tre anni fa mi hanno diagnosticato una diabete, mi hanno curato e da allora mi devo controllare sempre su tutto quello che mangio. Ma soprattutto ho perso mia moglie, ormai quattro anni fa, che ha sofferto a lungo prima di andarsene e che mi ha lasciato un grande vuoto dentro. Per rimettermi in piedi ce n’è voluto, però la vita va avanti, mi sono fatto forza e adesso mi posso definire un sereno pensionato che sa apprezzare qual che ha. Ad esempio, sono in pensione da cinque anni e ogni mese ricevo dallo Stato svedese un assegno che non è una grande cifra ma quando faccio i confronti con le cifre delle pensioni medie che leggo sui giornali o con le incertezze dei più giovani, mi sembra di essere dalla parte dei fortunati e comunque per il mio tenore di vita sono sufficienti. E anche la salute, a parte l’inconveniente che raccontavo prima, non mi ha abbandonato e mi consente di fare ancora una vita quasi normale. Mi rendo conto ogni mattina che la vita vale la pena di godersela veramente quando faccio le due cose che mi danno più soddisfazione. Da quando sono in pensione sono venuto a vivere in una casa vicino a questo lago e di buon mattino faccio una corsetta sulla spiaggia, ad andatura leggera ma non meno di mezz’ora, se riesco a convincere qualcun altro vado in compagnia, se no da solo. Poi torno a casa, faccio colazione abbondante e la seconda cosa che mi godo ogni giorno è la passeggiata che faccio con la mia cagnolina,Chicca, una bastardina che ho tolto da un canile alla quale sono molto affezionato e con cui m’intendo a meraviglia. Poi il pomeriggio leggo, navigo in internet o incontro i miei nipotini. Troppo poco? No, secondo me basta per essere contenti.

Buon inizio settimana a tutti. 


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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.