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venerdì 27 marzo 2015

Addio Tomas, poeta del silenzio.


Tomas Tranströmer, premio Nobel per la Letteratura nel 2011, ci ha lasciato qualche ora fa a 82 anni.
A riferire della scomparsa è stato il suo editore, Bonniers. A Tranströmer va il merito di aver esplorato il rapporto tra il nostro mondo interiore e quello reale.

Intuizioni sull'identità umana
Psicologo di professione, era il massimo esponente della generazione di intellettuali che si è affermata dopo la Seconda Guerra mondiale e punta a suggerire che l'esame poetico della natura offre intuizioni sull'indentità umana e sulla sua dimensione spirituale, entrando spesso in territori metafisici.
"L'esistenza di un essere umano non finisce dove terminano le sue dita", scrisse un critico svedese della sua poesia, definendo i suoi lavori "preghiere secolari".

Metafore e immagini
Le sue poesie sono ricche di metafore e immagini e tratteggiano immagini semplici della vita quotidiana e della natura. Il suo stile introspettivo, descritto da Publishers Weekly come "mistico, versatile e triste", era in contrasto con la vita reale di Tranströmer, ricca di impegno e attivita' al servizio di un mondo migliore, e non solo scrivendo poesie.

Nato a Stoccolma
Nato il 15 aprile 1931 a Stoccolma, Tranströmer crebbe da solo con la madre perché il padre li aveva lasciati; si laureò in psicologia nel 1956 e iniziò a lavorare in un istituto per minorenni disadattati nel 1960. Insieme psicologo e anche poeta, lavorò con disabili, carcerati e tossicodipendenti, producendo contemporaneamente una grande quantità di lavori poetici.
La sua prima miscellanea, "Diciassette poesie", quando aveva appena 23 anni, è stata pubblicata dalla più prestigiosa casa editrice nord europea, Bonnier.
E proprio la casa editrice descrive la sua poetica come "un'analisi permanente dell'enigma dell'identità individuale di fronte alla diversità labirintica del mondo".
Probabilmente Tranströmer è l'autore che con Strindberg e Swedenborg, ha più segnato la letteratura moderna europea. Non a caso nel titolo tradotto in italiano c'è il motivo del silenzio. I suoi versi sembrano nascere da un'immersione nella natura intatta, dove il fragore della modernità tace, rimane come sui confini. 

Così recita un testo dal titolo Pagina di libro notturno: 
«Sbarcai una notte di maggio / un gelido chiaro di luna / dove erba e fiori erano grigi / ma il profumo verde. / Salii piano un pendìo / nella daltonica notte / mentre pietre bianche / segnalavano alla luna. / Uno spazio di tempo / lungo qualche minuto / largo cinquantotto anni. / E dietro di me / oltre le plumbee acque luccicanti/ c'era l'altra costa / e i dominatori./ Uomini con futuro/ invece di volti».
È l'atmosfera raccolta e vasta insieme delle isole del nord, dove la luce dei lunghi crepuscoli ti aiuta a vedere più chiaro dentro te stesso e a percepire la nitidezza delle cose naturali, la loro anima segreta.
La sua ultima opera publicata nel 2004 è una collezione di 45 'haikus', poesie in stile giapponese che invocano un aspetto della natura o le stagioni.
Nel 1990 Tranströmer venne colpito da un ictus, che compromise la sua capacità di parlare. Da allora, la musica diventò la passione principale della sua vita: suonava il pianoforte ogni giorno, ma usando la mano sinistra (la destra era danneggiata dall'ictus)e trascorreva la sua mattina ascoltando musica classica.
Io voglio salutarlo con questo brano di Roberto Vacchioni: ”Fernando Pessoa” un altro grande come Lui. Chissà cosa scriveranno lassù…!!




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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.