domenica 6 dicembre 2015

Povera, "povera Svezia"


Povera, "povera Svezia" che non si può più permette di accogliere rifugiati. È chiaro che dobbiamo fermarli appena attraversato il lungo ponte. 
Non possiammo...e non abbiamo nemmeno tempo..., 
Siamo troppo impegnati nello shopping di Natale dove spenderemo ben 75 miliardi di korone battendo ogni rekord degli ultimi anni.
Attenzione: Io posso capire che le risorse umane tipo di agenti di polizia, insegnanti, operatori sanitari e così via sono allo stremo delle forze. Ma forse dovremmo iniziare a fare un bilancio di ciò che gli stessi rifugiati possono dare a livello di risorse umane. Non sono degli incompetenti e se hanno messo a repentaglio la loro vita!
Oggi cercano un rifugio per poterla continuare questa vita– Forse non hanno nemmeno bisogno del tipo di aiuto come noi lo concepiamo se non quello di essere accolti con dignità e poter lavorare.
Inoltre forse dovremmo renderci conto che si tratta di una situazione extra-ordinaria e come tale c`è bisogno di misure extra-ordinarie.
Una potrebbe essere quella di allentare un pò le maglie di questa benedetta burocrazia Svedese. 
Che permetterebbe tanto per iniziare nel dare un tetto per Natale a bambini come questi.
nonno Franco a Stoccolma 

Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.