stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

venerdì 15 aprile 2011

Giardini di Svezia

Ieri passeggiando per villa Borgese mi sono ricordato che ca. un anno fa grazie al fotografo svedese Jens Markus Lindhe in occasione della presentazione del suo libro fotografico ”Giardini di Svezia” il comune di Roma organizzò anche una mostra fotografica in onore di Jens, fu un ideale gemellaggio tra la Casina di Raffaello a Villa Borghese e la Svezia per mettere insieme la natura mediterranea e quella del paese nordico.

Questo libro,(che consiglio vivamente di comprare a chi vuole conoscere meglio la Svezia), colma una lacuna: ci fa conoscere i giardini di Svezia, ci fa scoprire quanto essi – grandi e piccoli – contino nella vita di un popolo che per cultura e tradizione è intimamente legato alla natura, stupenda seppure non sempre amica. E che, essendo per buona parte dell’anno costretto a fare a meno del sole, dei fiori, dei colori, li ama tanto da approfittare di ogni occasione per goderne.

La rassegna fotografica «Giardini di Svezia, presentò una trentina di scatti , scelti da Sonia Santella fra giardini storici, parchi pubblici e lotti municipali. Una forma originale quest’ultima, che consiste nella cessione ai privati di terreni prossimi alla città. Si va dalle foto del parco storico di Sofiero, sorto nel 1865 grazie all’opera della regina Sofia, dichiarato il più bel parco d’Europa 2010, che conserva la disposizione di allora degli alberi, dei boschetti, dei frutteti, del tappeto erboso e una delle più collezioni ricche nel vecchio continente di rododendri, a quelle del parco nazionale di Haga, un parco cittadino costruito all’inizio del Novecento, che è diventata la residenza della principessa Vittoria, erede al trono e del consorte dopo le nozze celebrate appunto l`anno scorso.

Questi giardini creati per il piacere di principi e sovrani prima di diventare patrimonio pubblico, che i complessi nati a fini di ricerca, ma anche per la gioia della gente, come l’orto botanico di Göteborg, fra i più importanti d’Europa. Traccia nell’avvicendarsi delle scuole, con particolare riguardo al funzionalismo e al modernismo, i profili di grandi architetti svedesi del paesaggio che hanno saputo dare un’impronta peculiare all’arte dei giardini, quali Sven Hermelin, Sven-Ingvar Andersson, Gunnar Martinsson, Holger Blom, Erik Glemme, senza dimenticare prestigiose figure femminili che hanno dato un contributo fondamentale anche sotto il profilo della divulgazione, come Ellen Key, Ester Claesson, Anna Lindhagen e Ulla Molin.
Ci fa comprendere quanto il verde abbia contato e conti in Svezia nella progettazione urbanistica e architettonica, sino a prospettare idee e soluzioni paradigmatiche. Ma soprattutto ci fa sentire come un intero popolo – non a caso, i compatrioti di Linneo – si riconosca nell’amore per la natura, trasformando un bisogno in un piacere, una curiosità in un sapere, un passatempo in una cultura, sino ad esserci d’esempio nel rispetto e nella tutela dell’ambiente.

Insomma, andate a comprare questo libro e buona giornata a tutti!

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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.