stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

sabato 6 aprile 2013

"Brodino caldo di pollo."


Ed eccomi qua: sono tornado nella mia casetta in Svezia e mi ritrovo solo come un coglione, con in mano una tazza di brodo di pollo fatto prima di partire, riscaldato in un tazzone bianco pallido nel forno, senza pastina però, alla svedese.

Me lo stringo in mano per riscaldarmi. Qui sprofondato sul divano, lanciando sguardi fuori alla finestra, dove si vedono gli alberi inbiancati da una leggerissima spruzzatina di neve nuova. Sì, veramente poca, deve essere di ieri. Scesa solo per rompermi le palle.

Finirà mai quest’accidente d’inverno? Mi sento stanco, stanchissimo, questo il più lungo della mia vita. Proprio un inverno lungo, gelo dentro e fuori. Beh, quello interno ha poco a che fare con l’altro, e forse è anche peggio. Vorrei essere più cinico, io. Ci provo tanto, ma non mi riesce bene. Ma continuo a tentarci.

Nient’altro da dire, e questo post è un bel pò di nonsense rambling… E allora…? È il mio blog e ci scrivo che cavolo mi pare.

Punto e basta.

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Oggi, come ogni 18 gennaio, è il mio genetliaco, in uno sciagurato giovedì mattina di tanti anni fa, non so a che ora, nella periferia...

Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.