Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

mercoledì 26 marzo 2014

L'uccello del malaugurio di Camilla Läckberg

Fjällbacka, dove è cresciuta Camilla Läckberg.
"Si chiedeva come sarebbe stato il mondo là fuori. Ma se avesse saputo quanto era freddo e cattivo, non avrebbe mai insistito tanto per farsi portare al di là del bosco."
Fjällbacka è una tranquilla cittadina svedese (quella realmente esistente dove la scrittrice è cresciuta) con un panorama da cartolina: le case colorate, il vento che soffia dal porto e i ghiacciai sullo sfondo contribuiscono a creare un paesaggio marittimo mozzafiato incorniciato dallo splendido monte Vettenberget. Qui la vita sembra scorrere serena secondo i consueti ritmi dei piccoli centri. Anzi,  l’inverno appena trascorso ha lasciato la popolazione in un torpore persin troppo silenzioso da cui è necessario scuotersi.
Così, l’arrivo della troupe televisiva che seguirà le riprese di un reality ambientato nel paese di Tanumshede si rivela un'occasione geniale per dare visibilità alla comunità e aumentare il flusso di turisti, oltre che un ottimo escamotage per distrarre l’attenzione pubblica da eventi apparentemente insignificanti.

Già, perché negli stessi giorni all'interno di un’automobile è stato rinvenuto il corpo di Marit Kaspersen: il forte odore di alcool e una bottiglia di vodka vuota fanno pensare a un banale incidente per ubriachezza, ma le circostanze dell’accaduto restano ancora tutte da chiarire. In realtà il vicecommissario Patrick Hedström cui sono state affidate le indagini, alle prese con l’imminente matrimonio con Erica e dal caos mediatico causato dalla presenza della troupe del reality, non sembra prestare troppa attenzione alla vicenda, fino a che la testimonianza della compagna della vittima risveglia in lui alcuni dubbi e lo induce a indagare più a fondo.
Perché Marit era ubriaca se non aveva mai fatto uso di alcolici in vita sua?
Chi la tormentava con lettere di insulti e minacce di morte?
Che senso aveva la pagina di Hänsel e Gretel ritrovata accanto al suo corpo?

È così che, scavando nella storia della città, Patrick scopre che già in precedenza si erano verificati casi analoghi. La soluzione forse in un vecchio diario da cui emergono elementi importanti, piccoli indizi che si ripetono e fanno pensare a una serie di delitti collegati. Qual è però il fil rouge che lega gli eventi fra loro?

A rendere la vicenda ancor più intricata, un groviglio di storie apparentemente slegate fra loro: leggende popolari, scandali e oscuri segreti.
Questa volta scoprire la chiave del mistero si rivela più difficile del previsto per il vicecommissario Hedström che si trova ad affrontare un caso molto complicato che affonda le radici nel passato misterioso e inquieto di quella che Camilla Läckberg ci aveva descritto all'inizio come una tranquilla cittadina svedese.

L’uccello del malaugurio è il quarto episodio della serie di Erica Falck e Patrick Hedström, una storia che, come sempre accade nei libri della Läckberg, mescola le vicende personali del commissario con le indagini, i fatti di sangue cone le questioni irrisolte della città di Fjällbacka.
L’algida atmosfera dei luoghi in cui è ambientato e la suspence altissima ne fanno un romanzo denso di inquietudini, che si divide fra un'inchiesta di polizia e un'analisi molto interessante della società svedese, per noi ancora oggi piena di soprese.



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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.