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Ingegnere della serie "meglio tardi che mai."  Nato in provincia di Roma e sopravvissuto a 50 inverni svedesi, ad un matrimonio, due figli e due nipotini alla veneranda età di "over 70+" anni desidera ancora comunicare riflessioni ed idee, per il bene di tutti.

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua di Resurrezione: "Piccola Città."

Foto presa dal web.
L`anno scorso vi ho “raccontato” della Pasqua svedese “Påsk”. Quest`anno il destino ha voluto che la passassi in Italia è la mia seconda volta in più di 40_anni. Devo ammettere che mi ha fatto un certo effetto ieri sera assistere alla processione del Cristo Morto è una delle poche tradizioni a cui i miei concittadini non farebbero mai a meno, ne vale la nostra identità: la processione significa storia, fede, vita, tradizione, partecipazione e condivisione. È una tradizione questa che si perde nella notte dei tempi, incerta la datazione:secondo alcuni risale all’889, anno della probabile fondazione della città, per altri risale ad inoltrata età medievale.
I Penitenti, gli Incappucciati in saio bianco mi fanno scorrere un brivido freddo lungo tutto il corpo.Quando ero ragazzo i vecchi raccontavano che un tempo si fustigavano pubblicamente “con grande effusione di sangue”, oggi trascinano pesanti catene ai piedi e alcuni di loro portano in spalla delle grandi croci lignee. Si avete ragione c`è tanto folklore in tutto questo ma anche tanta suggestione, motivo di forte emozione. La sofferenza fisica che si percepisce nell’atto di trascinare le catene e trasportare le croci, non ci lascia indifferenti. L’emozione è palpabile.
Il mio pensiero va a questo nostro bistrattato Paese che avrebbe veramente bisogno di una Pasqua di Resurrezione tutta sua per ritrovare una sua unità di destino, un suo disegno civile e culturale . Devo ammetterlo... e Dio solo sa quanto mi fa male fare questa ammissione che il nostro Paese è in decadenza, il popolo italiano vive lo scoramento, gli italiani sono in fuga dall`Italia anche quando restano a casa. Una strana emigrazione mentale, che è perfino peggio dell’emigrazione reale, perché li situa fuori dal proprio Paese, con la testa rivolta in un imprecisato altrove. Purtroppo il disagio non è pura invenzione per denigrare. C’è, si tocca con mano. Fingere che non esista non aiuta nessuno e si rischia poi non capire il resto.Il Paese è effettivamente sulla china del degrado, è spompato, è scorato. Intanto i politici si “accapigliano” in TV. Parlano di ballerine, di processi brevi o lunghi e molto spesso di manette ma non è certamente di manette che ha bisogno l’Italia, non di leggi del sospetto; ma di aria libera e intelligenze costruttive, non mirate a frenare il prossimo ma a guidare la rinascita d’Italia.
Insomma, dopo il voto, tocca ripartire dalla decadenza italiana per ripensare il futuro del Paese.
Buona Pasqua di Resurrezione: "Piccola Città."


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.